Carovana delle Alpi 2002


L’Anno Internazionale delle Montagne è un’occasione importante per porre all’attenzione dei cittadini e dei decisori politici il tema del ruolo delle Alpi nella prospettiva di uno sviluppo autenticamente sostenibile.

Il valore di questo appuntamento è tanto più rilevante in Italia, visto che nel nostro Paese le aree montane sono costellate di migliaia di piccoli centri abitati, culle da secoli di un patrimonio straordinario fatto di beni culturali e ambientali, di tradizioni e abilità artigiane, di saperi e sapori. Purtroppo, l’Italia dei piccoli comuni di collina e di montagna vive da anni in una condizione di forte disagio dovuta alla crescente rarefazione dei servizi territoriali.

Obiettivo di Legambiente è invertire tale tendenza, creando le condizioni perché questa Italia, minore soltanto di nome, ritrovi la sua vitalità e ad essa si guardi come ad una risorsa per l’intera economia italiana.

La valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della montagna italiana viaggia da quest’anno anche con La Carovana delle Alpi: campagna di Legambiente, promossa in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio - Direzione Sviluppo Sostenibile, che attraverserà la Liguria, il Piemonte, la Valle d'Aosta, la Lombardia, il Veneto, l’Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, raccontando le Alpi come un grande, unitario sistema ambientale e territoriale di valore internazionale dove si registrano tutte le condizioni favorevoli a sperimentare politiche di sviluppo sostenibile e di riconversione ecologica dell’economia.

La Carovanadelle Alpi, inoltre, si propone di consolidare e valorizzare il sistema delle aree naturali protette, promuovendo in particolare il coordinamento tra i parchi e le riserve alpine. Solo se i parchi si mettono in rete, infatti, potranno sviluppare in pieno la propria missione in termini di conservazione della natura -anche attraverso la creazione di grandi corridoi ecologici- e di sostegno alle comunità locali. D’altra parte, non è meno importante che i parchi alpini si coordinino con gli enti locali, le regioni e le amministrazioni centrali dello Stato, per favorire un uso sostenibile delle risorse naturali nell’intero ecosistema alpino. Oggi la montagna è sempre più riconosciuta come risorsa strategica, ma non sempre le logiche di valorizzazione e di riequilibrio territoriale seguono strade desiderabili.

La Carovanadelle Alpi, insomma, ha l’ambizione di porre la qualità ambientale come centrale in un credibile scenario di sviluppo della montagna italiana, e di rendere i cittadini, le forze economiche, le istituzioni protagonisti di questa sfida.

La Carovanadelle Alpi

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Punti di attenzione

Protezione della natura e tutela del paesaggio

Le Alpi da secoli sono interessate da attività umane che hanno plasmato l’ambiente naturale. Nel corso degli ultimi decenni alcune aree alpine hanno conosciuto un’intensa urbanizzazione, altre sono state abbandonate, in altre ancora sono nati parchi nazionali e un vasto sistema di parchi regionali e riserve.

13 parchi nazionali, 61 parchi regionali e 260 grandi riserve naturali interessano il 15% del territorio delle Alpi. La Rete delle Aree Protette Alpine ha l’obiettivo di promuovere forme di cooperazione internazionale e scambi di esperienze.

agricoltura

Sul versante italiano delle Alpi, il suolo agricolo si è progressivamente ridotto a causa delle difficili condizioni orografiche, della frammentazione fondiaria, dell’emigrazione verso i centri urbani e industriali. Per rilanciare l’agricoltura alpina occorre puntare su uno sviluppo territoriale che accresca la redditività delle imprese, valorizzando l’eccellenza e la tipicità dei prodotti locali.

Bisogna per questo frenare l’espansione incontrollata di centri urbani, strade e zone industriali.

foreste montane

Le foreste montane, oltre a costituire l’habitat privilegiato di molte specie animali e vegetali, svolgono una molteplicità di funzioni vitali per il territorio alpino. Nelle Alpi gli alberi assorbono una quantità di anidride carbonica pari a quella emessa da tutte le auto che circolano nelle regioni del Nord Italia.

Il 43% del territorio alpino è coperto da boschi, per un totale di circa 3 miliardi di alberi: come dire 270 alberi per ogni abitante della regione alpina.

turismo

Quando si pensa alle Alpi si immagina la neve, ma anche per l’aumento dell’effetto serra la neve è sempre di meno. Oggi, per difendere il futuro del turismo, occorre puntare sulla qualità ambientale, sulla valorizzazione delle tipicità locali, sulla destagionalizzazione. Paesi interamente fatti di seconde case, grandi caroselli sciistici ed ecomostri d’alta quota si sono rivelati pessimi investimenti per il territorio, che ha continuato a spopolarsi a differenza di quanto avvenuto in altre aree dove si è scommesso sulla ricettività alberghiera diffusa e sull’offerta di esperienze turistiche diversificate.

energia

Nelle Alpi si produce energia soprattutto idroelettrica. Indubbiamente rinnovabile e sostanzialmente pulita, non comporta combustione di risorse fossili e, di conseguenza, non inquina e non contribuisce all’aumento dell’effetto serra. Però anche il suo utilizzo può comportare gravi impatti ambientali, soprattutto per le dighe e gli sbarramenti che interrompono e devìano i corsi d’acqua.

Il grado di artificialità di molti fiumi e torrenti alpini è ormai ben oltre i limiti di guardia, impedendo anche il cosiddetto minimo deflusso vitale.

difesa del suolo

Molte zone alpine presentano un accentuato dissesto idrogeologico, frutto spesso di uno sviluppo territoriale incontrollato e di un’urbanizzazione e un’industrializzazione intensive. Bisogna promuovere la rinaturalizzazione delle aree più delicate e incoraggiare le attività economiche che valorizzano, anziché pregiudicare, le risorse ambientali.

Le buone azioni della rinaturalizzazione

  • rimboschimento dei territori montani per aumentare la capacità di ritenzione idrica del territorio
  • recupero delle aree di esondazione e delle zone umide lungo i fiumi per aumentare la capacità di rallentamento della velocità delle acque
  • ripristino delle aree umide ripariali per aumentare il potere di autodepurazione dei corsi d’acqua

trasporti

Nel 1980 1,6 milioni di mezzi pesanti hanno attraversato i valichi alpini. Questo numero è aumentato fino a 4,6 milioni nel 2000. Il trasporto delle merci attraverso le Alpi aumenta ad un ritmo del 5% annuo su strada e dell’1% su ferrovia.

Uno dei princìpi richiamati nella Convenzione delle Alpi è che i trasporti devono ripagare tutti i costi che causano: i costi sanitari dovuti a incidenti e inquinamento, i costi ambientali, i costi di manutenzione delle infrastrutture.

Popolazione, identità e cultura

Le montagne sono luoghi di grande ricchezza e varietà culturale, testimoniata dalle tante lingue in uso, dalle tante tradizioni religiose, architettoniche, gastronomiche, musicali, agricole, artigiane. Tutto ciò rappresenta un enorme patrimonio di saperi utili per il futuro dell’intero Paese.

Uno sviluppo, per essere davvero sostenibile, va pensato e gestito da chi abita il territorio: le montagne possono essere per i loro abitanti e per tutti gli abitanti europei, un laboratorio di sostenibilità.

Sulla carovana di Legambiente

La Convenzionedelle Alpi

E’ un trattato internazionale tra i Paesi alpini, che riconosce alle Alpi lo statuto di regione sensibile, nella quale vanno adottate strategie di sviluppo rigorosamente sostenibili. E’ stata firmata a Salisburgo nel 1991 da Austria, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Liechtenstein e Unione europea, ed è entrata in vigore nel 1995, con l’allargamento a Slovenia e Principato di Monaco.

Cipra - Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi

La Cipra, organizzazione non governativa con rappresentanze in tutti gli Stati alpini e alla quale aderiscono oltre 100 associazioni (tra cui Legambiente), è un prezioso luogo d’incontro, di scambio, di cooperazione tra ambientalisti e studiosi sulle varie problematiche che interessano gli ecosistemi alpini. Suo è il merito principale per la stipula della Convenzione delle Alpi. (www.cipra.org)

Federparchi

Fondata nel 1989, è un'associazione che riunisce Parchi nazionali e regionali, Riserve terrestri e marine, Amministrazioni e Associazioni che gestiscono quasi 300 aree protette per una superficie superiore ai 2.500.000 ettari. Opera per promuovere la creazione del Sistema nazionale delle aree protette; partecipa all’elaborazione, alla progettazione ed all’attuazione dei grandi programmi di sistema; attua lo studio e la definizione di metodologie per la sostenibilità delle attività umane in territori fragili; promuove il collegamento internazionale tra enti e istituzioni di tutela; sviluppa attività di informazione e divulgazione (www.parks.it)

Temi:
Pubblicato il18 luglio 2002