Carovana delle Alpi 2007


Al via la sesta edizione della Carovana delle Alpi la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territori e del Mare che ogni anno effettua un 'check up' sullo stato di salute dell'ambiente alpino.

Carovana delle Alpi è la campagna di Legambiente, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per difendere e valorizzare la più rilevante regione montuosa europea. Nell'ampio territorio alpino italiano vivono oltre 4 milioni di abitanti. Le aree montane sono costellate da migliaia di centri abitati, che svelano uno straordinario e fragile mosaico culturale. Purtroppo molte valli vivono una condizione di forte disagio e sono a rischio di spopolamento: un fenomeno che, se non verrà arginato, porterà alla scomparsa di molti elementi del paesaggio e dell'identità alpina. Contrastare lo spopolamento è una priorità per le politiche territoriali, come la lotta all'inquinamento e al degrado, poiché l'ambiente alpino si è evoluto per secoli in stretto rapporto con gli usi del suolo da parte delle comunità locali.

Per il sesto anno la Carovana delle Alpi di Legambiente percorrerà l'intero arco alpino del nostro Paese per sollecitare i cittadini, le forze economiche e le istituzioni a rendersi protagoniste della sfida della qualità ambientale.

Gli appuntamenti

Dibattiti, incontri, mostre, trekking e volontariato: saranno diverse le opportunità di dialogo e confronto cui darà vita il passaggio della Carovana delle Alpi. Nel percorso lungo l'arco alpino, tra luglio e ottobre, i circoli Legambiente organizzeranno appuntamenti in collaborazione con operatori turistici, amministratori e associazioni, per parlare di problemi attuali e di progetti per il futuro. Dalle Alpi Liguri alla Carnia, obiettivo della Carovana è quello di valorizzare le risorse locali, promuovere iniziative nelle aree protette e nei piccoli comuni.

Tutti gli appuntamenti della Carovana delle Alpi 2007

Anche in bicicletta!

Le Alpi possano essere il luogo ideale per sperimentare il viaggio in bicicletta: non ci sono solo impegnativi valichi, ma anche lunghi fondovalle, spesso attrezzati con ciclopiste che si immergono in paesaggi magici. Quest'anno Legambiente sarà partner di FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) negli eventi a due ruote dell'estate alpina che comprenderanno: la Bicistaffetta, tra grandi laghi e ghiacciai italo-svizzeri e il primo Cicloraduno dei Giovani, nelle Prealpi Carniche.

Le bandiere delle Alpi

Se ti capita di osservare uno scarico sospetto, un cantiere in un luogo incontaminato, uno sbancamento per fare spazio a nuove piste da sci... segnalalo a Legambiente! Raccontaci anche esempi di buona gestione ambientale, di valorizzazione delle risorse culturali e tutte quelle buone idee che, messe pratica, meritano di essere conosciute. Esamineremo le tue segnalazioni per farle diventare le nostre bandiere: bandiere nere per raccontare le Alpi che non vogliamo, storie di ecomostri e speculazioni; bandiere verdi per le storie di successo da imitare, che hanno effettivamente migliorato la qualità dell'ambiente e della vita delle comunità locali.

Invia le tue segnalazioni dettagliate e corredate da foto di buona qualità a: Carovana delle Alpi, Legambiente ONLUS, via Salaria 403, 00199 Roma; oppure ad alpi [at] legambiente [dot] it (alpi [at] legambiente [dot] it). Non dimenticare il tuo recapito!

La Convenzionedelle Alpi

Le Alpi sono la prima regione montuosa al mondo ad essersi dotata di un accordo internazionale di tutela: la Convenzione delle Alpi, nata dall'impegno della CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi), il cartello che riunisce decine di associazioni dei Paesi alpini. L'accordo è in vigore in tutti gli Stati, ma mentre i nostri vicini di Francia, Germania, Austria, Liechtenstein e Slovenia hanno già ratificato tutte le misure attuative, in Italia la legge attende ancora di essere approvata. La Convenzione delle Alpi non si occupa solo di tutela ambientale, prevede impegni precisi per l'utilizzo sostenibile delle risorse in diversi campi: dall'energia all'agricoltura, dalle foreste al turismo, con un'attenzione particolare al traffico, la cui crescita continua desta le maggiori preoccupazioni per la qualità dell'ambiente alpino

L'aria delle Alpi e i suoi nemici

Per continuare a respirare a pieni polmoni l'aria frizzante delle Alpi è necessario un impegno per vincere l'assedio dell'inquinamento. Le analisi svolte dalla Carovana delle Alpi rilevano ogni anno elevate concentrazioni di inquinanti da traffico nelle maggiori località turistiche. In estate è l'ozono a far registrare livelli preoccupanti: in particolare ad alta quota questo subdolo gas supera con sempre maggiore frequenza le soglie di attenzione. Il nemico principale è sempre il traffico ed ancora insignificanti sono, nel nostro Paese, le iniziative per ridurlo. Mentre all'estero è in crescita l'offerta di turismo senz'auto, stimolata da accattivanti proposte di viaggi e di escursioni, da noi solo alcune aree protette hanno iniziato in questi ultimi anni a sperimentare proposte turistiche basate sulla mobilità sostenibile.

L'oro blu delle Alpi

L'acqua non è più dove dovrebbe essere. Torrenti prosciugati da derivazioni idroelettriche incontrollate o da prelievi per innevamento artificiale, laghi che scompaiono a causa della siccità, neve sempre più scarsa e ghiacciai in rapida ritirata, sorgenti e acquedotti a secco. Sembra insolito parlare di problemi di disponibilità idrica nelle Alpi, da sempre considerate la 'banca europea dell'acqua' che alimenta fiumi come il Po, l'Adige, il Rodano, il Reno e il Danubio. Eppure nella banca dell'acqua alpina è guerra aperta per il controllo della risorsa più contesa. E ben poca considerazione godono le ragioni ambientali nel decidere in che misura l'acqua debba continuare a sgorgare dalle sorgenti e a scorrere (possibilmente pulita) nell'alveo di fiumi e torrenti. Per questo dedichiamo l'edizione 2007 della Carovana al tema dell'acqua nelle Alpi.

Vent'anni fa, in Valtellina

Era l'estate del 1987 quando quello che sembrava solo un temporale più violento degli altri si trasformò in una serie di eventi drammatici che ancora oggi ricordiamo come l'alluvione della Valtellina. Iniziarono frane e colate di fango che causarono morti e distruzione in Val Tartano, poi l'alluvione occupò gran parte del fondovalle e infine il drammatico epilogo: il 28 luglio la frana del Pizzo Coppetto, 35 milioni di metri cubi di roccia franarono a valle con una violenza inaudita, coprendo per sempre il borgo di Sant'Antonio Morignone e sbarrando il corso dell'Adda. Vogliamo tornare in Valtellina, per toccare con mano gli interventi realizzati e quelli che non sono stati fatti.

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Pubblicato il19 luglio 2007