Antibiotico-resistenza, associazioni scrivono al ministro Lorenzin


18 novembre, Giornata europea degli Antibiotici: le associazioni chiedono al ministro un confronto sugli impegni presi e da prendere contro la resistenza agli antibiotici

Un uso eccessivo e improprio degli antibiotici accelera la comparsa e la diffusione dei batteri resistenti agli antibiotici. I batteri sensibili muoiono quando entrano in contatto con gli antibiotici mentre i batteri resistenti sopravvivono e continuano a moltiplicarsi.

Gli allevamenti intensivi rappresentano una delle cause di questo fenomeno in preoccupante aumento. Negli allevamenti vengono usate enormi quantità di farmaci perchè le condizioni degli animali allevati sono così estreme che la loro sopravvivenza nei capannoni sovraffollati e malsani è garantita solo dagli antibiotici. Questo favorisce la nascita di super batteri che dagli allevamenti possono facilmente raggiungere le persone e farle ammalare. 

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Margaret Chan, durante l’ultima Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha definito l’antibiotico-resistenza un ‘lento tsunami’ che sta minando la salute a livello mondiale. Dal Regno Unito arriva la previsione che, entro il 2050, si passerà dalle attuali 700.000 persone che muoiono ogni anno a causa dell’antibiotico-resistenza a 10 milioni di persone.

Per questo le associazioni - Legambiente, CIWF Italia, AIAB, Altroconsumo, ARCI, CGIL, Cittadinanzattiva, Comuni Virtuosi, FederBio, Federazione Italiana Media Ambientali, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Fondazione Sviluppo Sostenibile, Fondazione Univerde, Greenpeace Italia, Libera, Lipu, Marevivo, Movimento Difesa del Cittadino, Slow Food Italia, Unione degli Studenti, WWF Italia - hanno scritto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, chiedendo un incontro per parlare insieme degli impegni del governo sul fronte degli antibiotici.
Le richieste, nello specifico:
lo status della riduzione del consumo di antibiotici negli allevamenti italiani, sapere con quali obiettivi misurabili ed entro quali scadenze temporali il governo intenda fermare l’attuale enorme utilizzo di antibiotici; a che punto sia il Piano nazionale sull’antibiotico resistenza e quali misure obbligatorie preveda per l'industria zootecnica; informazioni sul monitoraggio e sulla vigilanza del Servizio Sanitario Nazionale sui dati di consumo degli antibiotici negli allevamenti e su quali modalità siano previste per rendere fruibili i dati raccolti. A livello europeo, le associazioni chiedono al governo italiano il sostegno all’introduzione del divieto dell’uso profilattico e metafilattico dei trattamenti di massa preventivi di gruppi animali e del divieto assoluto degli antibiotici di importanza critica per l’uomo in usi preventivi e nei trattamenti di gruppo. Chiedono inoltre di supportare il rapporto ENVI del Parlamento Europeo su "Regulation on Veterinary Medicinal Products" affinché non subisca modifiche in occasione del negoziato finale tra Parlamento, Consiglio e Commissione previsto a gennaio prossimo.

Firma la petizione 
Subito un piano nazionale contro l'antibiotico resistenza

 

 

 

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Pubblicato il18 novembre 2016