Chernobyl 28 anni dopo


Situazione ancora drammatica e rischiosa. 5milioni di persone vivono in zone contaminate e la messa in sicurezza della centrale va a rilento

Il terribile conflitto in Ucraina rischia di rendere ancora più precaria la messa in sicurezza della centrale di Chernobyl e la realizzazione del nuovo sarcofago che dovrebbe ricoprire il reattore esploso il 26 aprile 1986. I lavori per la messa in sicurezza dell’impianto, infatti, vanno molto a rilento. L’attuale drammatica situazione nel Paese certamente non facilita ma anzi potrebbe rendere più difficili le attività di controllo e di messa in sicurezza dell'area. Per questo chiediamo all’Europa di impegnarsi affinché le indispensabili operazioni di gestione della centrale vengano effettuate con efficienza e rapidità.

Incettabile inoltre il prezzo carissimo che ancora stanno pagando le popolazioni che vivono nell'area colpita dal disastro nucleare. Si tratta di 5 milioni di persone che vivono in zone contaminate tra Russia Bielorussia ed Ucraina, dove i livelli di contaminazione continuano ad essere elevati soprattutto nelle derrate alimentari che costituiscono ancora oggi la dieta delle popolazioni vittime del disastro e che continuano a determinare un aumento delle patologie legate alla radioattività: tumori e leucemie in modo particolare, soprattutto nei bambini che sono i soggetti più vulnerabili.

L’incidente di Chernobyl come quello più recente di Fukushima mostrano in modo chiaro non solo l'assurdità della scelta nucleare ma soprattutto dimostrano l’impossibilità di una reale gestione e controllo delle conseguenze di tali incidenti.  

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Progetto a sostegno dei bambini di Chernobyl   

 

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Pubblicato il28 aprile 2014