Conferenza sul rischio idrogeologico


Piogge torrenziali sempre più frequenti, il Paese non può più aspettare. E' ora di adottare misure concrete per la messa in sicurezza dei territori. 

In 6.633 comuni italiani ci sono aree a rischio idrogeologico. Ogni autunno si ripetono, ineluttabilmente, eventi emergenziali che mettono a rischio territori e paesi, provocano vittime e danni. Crediamo che oggi sia improrogabile passare ad una seria e concreta politica di prevenzione e, contestualmente, aggiornare programmi e modalità di intervento alle nuove condizioni climatiche, tenendo conto di quanto successo nei territori in questi anni.

Anche l’autunno 2013 ha drammaticamente riportato all’attualità il problema del rischio idrogeologico, a partire da quanto avvenuto in Sardegna nei giorni scorsi. Prima di quest’ultima tragedia però, anche altri fenomeni, sempre purtroppo con vittime, avevano colpito la Toscana, la Liguria, la Puglia e la Basilicata, la Calabria, la Sicilia, le Marche e l’Umbria. E allora quanto dovremo aspettare perché il dissesto idrogeologico e il rischio connesso con le frane e le alluvioni diventi nel nostro Paese una priorità, la prima vera grande opera pubblica da mettere in campo?
Lettera al Presidente del Consiglio Enrico Letta

Insieme a Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionali architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Inu, Anbi, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Aiab, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, Gruppo 183 abbiamo condiviso l’idea di promuovere un percorso di lavoro, la cui prima tappa è stata la Conferenza Nazionale svolta Roma il 6 febbraio 2013. leggi tutto

Nei file che seguono sono disponibili i documenti e le proposte del nostro percorso per ottenere una concreta azione nazionale preventiva di difesa del suolo.

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Pubblicato il28 gennaio 2013