L’importanza del settore turistico nell’economia italiana.


Per l’Italia il settore turistico è un comparto economico di prima grandezza con una incidenza nel Prodotto Interno Lordo (ufficiale) del 7% e due milioni di occupati. Ogni anno le strutture ricettive accolgono oltre 80 milioni di persone con circa 350 milioni di pernottamenti.

Secondo Federalberghi, solo in hotel sono 45 milioni i turisti che provengono da località del nostro paese mentre altri 35 arrivano dall’estero e determinano circa 240 milioni di pernottamenti (140 italiani e 100 milioni gli stranieri). Altri elementi disponibili ci dicono che le destinazioni sono per il 34% al Mare, il 22% nelle città d’arte e d’affari, il 14% nelle località montane, l’8% ai laghi, il 5% alle terme, il 4% in collina. L’incidenza della stagionalità è del 45% per gli italiani e del 54% per gli stranieri.

Per Legambiente l’importanza di questo settore è più che mai stimolante per suscitare azioni e interventi.

I due fronti dell’azione di Legambiente in questo settore.

Sono molteplici le iniziative di Legambiente che hanno relazioni dirette e indirette con il turismo, anche se il rapporto degli ambientalisti con questo settore ha una storia costellata di contrasti e contraddizioni. Infatti il turismo è un’arma a doppio taglio: se da una parte è occasione per un progresso che si fondi sulla valorizzazione dell’ambiente, come condizione per ottenere nuove opportunità, innovazione, migliore qualità del lavoro e un adeguamento della competitività delle imprese sul terreno della qualità, è anche stato — ed è ancora - un pretesto per cementificare le coste, colline e aree sensibili e ambientalmente fragili, privatizzare le spiagge, saccheggiare le aree interne, mettere in atto una pressione eccessiva su territori preziosi e delicati.

Partendo da elementi di critica del modello realizzatosi concretamente, le attività di Legambiente sono contrassegnate dalle iniziative rivolte a contrastare fenomeni endemici come la speculazione immobiliare, l’appesantimento dell’impatto ambientale, l’abusivismo edilizio, l’inquinamento dei mari e delle coste, gli attacchi al patrimonio forestale, il degrado del patrimonio ambientale, il decadimento culturale, delle bellezze artistiche e architettoniche, la perdita di attività tradizionali che costituiscono uno straordinario patrimonio storico ed economico.

Ma Legambiente non si è limitata alla denuncia. Infatti sono cresciute anche le nostre iniziative per la valorizzazione delle aree protette e per le piccole grandi città d’arte, per la realizzazione di una agricoltura di qualità, per la considerazione dell’importanza nel tessuto territoriale di territori montani e delle aree interne. Innanzitutto con PiccolagrandeItalia con la quale valorizziamo la presenza di piccoli borghi, veri e propri scrigni, che racchiudono la testimonianza della nostra origine e al tempo stesso un modello di vita importante da conservare; promuoviamo il valore delle produzioni tipiche sia per la qualità che per la loro capacità di reggere il confronto in un mercato globalizzato che tende a schiacciare le differenze. La stessa riscoperta del patrimonio artistico/monumentale, dei prodotti agro-alimentari tipici che evidenziano i caratteri della nostra storia e di quelli a marchio che garantiscono la qualità e l’origine territoriale, dell’agricoltura biologica e/o a basso impatto, ha consentito la costruzione di momenti di aggregazione importanti.

Queste nostre iniziative hanno trovato conferma e sono state rafforzate dalla crescita dell’Ecoturismo (il 20% all’anno), inteso come una espressione turistica che ha come motivazione primaria il contatto con la natura e con i luoghi naturali e che promuove il sostegno del benessere e lo sviluppo delle popolazioni locali. Ovviamente tra le destinazioni italiane di questa forma di turismo le mete che la caratterizzano sono innanzitutto le aree naturali protette.

La riscoperta e la valorizzazione del patrimonio naturalistico, storico e culturale e la costruzione di realtà collegate fra di loro in reti virtuose, hanno consentito di verificare l’esistenza di forze in grado, se consapevoli, di contrastare il degrado e l’abbandono e di giocare carte importanti sul terreno della difesa dell’identità e della crescita complessiva del nostro paese.

Un altro elemento interessante sono quelle iniziative in grado di organizzare azioni per l’alleggerimento del carico antropico delle attività turistiche sul territorio e per l’adozione di azioni positive per avviare il risanamento ambientale. Si tratta di iniziative realizzate in aree con prevalente presenza del turismo di massa, sia a mare che in quelle dedicate gli sport invernali. Anche qui le esperienze hanno dimostrato come sia possibile dare vita ad azioni positive avendo come partner soggetti sociali ed economici interessati a tessere relazioni con il mondo dell’ambientalismo consapevole del valore dell’ambiente come valore di base per lo sviluppo di attività economiche primarie nella vita del nostro paese.

Non sono mancati e non mancheranno nel futuro problemi e contrasti quando ci saranno tentazioni a operare svendendo il capitale sociale (cioè il patrimonio ambientale) e quindi mettendo in forse con le bellezze del nostro paese anche il futuro dell’impresa turistica. Ma stanno sempre di più prendendo corpo le spinte, indotte dalla domanda, a qualificare ambientalmente un’industria turistica che voglia valorizzare le peculiarità e le identità del nostro territorio, interno e costiero, delle città d'arte e dei parchi naturali, di paesaggi unici e monumenti insigni, della storia, della varietà degli usi e dei costumi, della gastronomia e di una cultura inimitabile dell'ospitalità.

Queste da sempre sono le carte migliori del turismo italiano specie in una società "globalizzata" che tende ad appiattire le differenze, le particolarità, le identità.

La tutela del territorio, dei paesaggi, della cultura, delle tradizioni e della storia dei popoli, si sposa con la necessità ormai riconosciuta in tutta Europa, di avere occasioni, strutture e luoghi, nei quali la qualità ambientale viene sempre più largamente percepita come un plus per migliorare la vacanza e tutelare l'ambiente adottando comportamenti responsabili. Una recente ricerca tedesca è esplicita a questo proposito. Il nostro miglior "cliente" sul piano turistico - secondo questa ricerca, fatta su un campione di quasi 8 mila persone che avevano scelto l’Italia come luogo di vacanza per il 2003/2004 — chiede: acque e spiagge pulite (69,2%); assenza di spazzatura nella località/nell'ambiente circostante (63,4%); non urbanizzazione delle aree rurali (56,9%); non inquinamento da traffico o da discoteche (53,3%); strutture ricettive ecologiche (48,3%); buona tutela della natura nella (48,1%); poco traffico/buoni trasporti pubblici (38,2%); possibilità di raggiungere facilmente la destinazione con autobus/treno (24,1%).

Si tratta di una ricerca che — come tante altre disponibili — chiama in causa la gestione del territorio e dei servizi di pubblica utilità e dimostra la necessità per un paese come il nostro di imboccare una strada nuova, in una direzione diversa da quella che vuole percorrere anche questo governo e da quella di molte (troppe) amministrazioni locali e regionali, scegliendo la qualità ambientale come ricchezza e elemento di base necessario per lo sviluppo di un turismo durevole e "capace di futuro"

LE PRINCIPALI INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE NEL SETTORE TURISTICO

Legambiente è impegnata con molte iniziative per incentivare un turismo a misura di ambiente con l’obiettivo congiunto di migliorare l’ambiente e la vacanza.

1)Volontariambiente.

E’ forse il programma più tradizionale e consueto per una associazione ambientalista. E’ consolidato nel tempo e nelle azioni e in continuo sviluppo. Lo scopo è quello di impiegare volontari nella organizzazione di campi di studio e di lavoro in Italia e nel mondo. Si tratta di una attività che ha più risvolti: il lavoro volontario di miglioramento dell’ambiente, un’attività in parte turistica con impatto positivo sul territorio e sulle risorse naturali, la capacità di favorire la conoscenza dei luoghi e di altre realtà territoriali, paesaggistiche, sociali, economiche e culturali. Attualmente sono 1500 i campi di volontariato ambientale gestiti in Italia e più di 10.000 quelli cogestiti all’estero. La formula del successo di questo programma è nell’investire parte del proprio tempo libero per migliorare l’ambiente. Aderiscono infatti ogni anno migliaia di volontari che dedicano parte delle loro vacanze ad attività di ripristino ambientale, sorveglianza e prevenzione antincendio, studio di habitat protetti o minacciati, recupero di beni culturali degradati.

Il programma consente di dimostrare la natura del pensiero e dell’azione degli ambientalisti e di dare una prova evidente del loro amore per l’ambiente e la pratica della solidarietà. (Vedi anche documento sul Volontariato)

2) I Centri di Educazione Ambientale (CEA)

I Centri di Educazione Ambientale sono una realtà ormai diffusa che ha una stretta relazione con la nostra azione nei parchi ed aree protette, nelle situazioni territoriali specifiche e pregiate e — più recentemente — nelle città. Organizzano, ed ospitano, frequentemente campi di studio e/o lavoro per vacanze diverse e più ricche di qualità. Si trovano principalmente nei parchi o nelle vicinanze di aree protette, ma anche nelle città, laddove ci sia patrimonio ambientale da curare, promuovere, sostenere; nei pressi dei siti archeologici, nelle piccole città d'arte, nei contesti che parlano del secolare rapporto tra uomo, natura e cultura. Si rivolgono alla scuola, al mondo della formazione, offrendo momenti di aggiornamento nei quali scambiare competenze, punti di vista, progettualità. Si rivolgono ai giovani, offrendo occasioni di incontro, volontariato, vacanza e studio nelle quali sentirsi protagonisti, potersi confrontare con coetanei ed adulti, conoscere modi di vita e punti di vista nuovi, utili ed interessanti. Si rivolgono anche ai visitatori, a chi viene da "altrove" e vuole entrare in un territorio in punta di piedi, per capire e per arricchirsi; porgono occasioni di vacanza non invasiva per l'ambiente, naturale e sociale, nelle quali accostarsi alle tradizioni, ai sapori, ai ritmi, alle bellezze e alle difficoltà dei territori e di chi ci vive dentro. (Vedi anche documento su Scuola e Formazione)

3) L’Italia del Cigno (La rete del turismo di qualità).

Con l’Italia del Cigno Legambiente vuole costruire una rete del turismo di qualità, basata sull’intreccio di Arte Natura e Cultura di cui è ricco il nostro Paese, con la quale Legambiente — socio fondatore, assieme ad altre associazioni, di AITR (Associazione Italiana del Turismo Responsabile) - promuove le iniziative che puntano a sviluppare maggiormente, un turismo responsabile organizzato e gestito da numerosi soggetti e in primo luogo dalle strutture locali della nostra associazione. Per la verità di turismo responsabile e di "etichette ecologiche" si parla da tempo, ma le iniziative concrete sono piuttosto scarse. Anche le varie certificazioni ed etichette di alta risonanza — anche quando promosse e sostenuto con denaro pubblico — se studiate a tavolino e scarsamente confrontate con la realtà della gestione reale, mal si adattano ad un settore come quello dell’ospitalità nella quale c’è bisogno della partecipazione degli operatori economici, e spesso si traducono in iniziative propagandistiche con scarsi effetti concreti. Le dichiarazioni altisonanti fatte da vari tour operator anche nei dibattiti internazionali si sono rivelate vere e proprie "foglie di fico" tese a coprire ben altre realtà effettivamente praticate.

La sfida di Legambiente, dei suoi circoli locali e dei Centri di Educazione Ambientale, con l’Italia del Cigno, è quella di dare una forma comune e rilevanza alle esperienze sostenibili che si realizzano nel segno innovatore e distintivo del turismo responsabile. La loro scarsa diffusione — anche se in relativa crescita — mette queste esperienze a rischio e in condizione marginale e c’è quindi bisogno di interrelazione e rapporto diretto con l’utenza che sembra invece gradire molto queste forme di turismo. L’obiettivo di Legambiente in questo campo è appunto quello di favorire e mettere in rete le iniziative assunte da strutture professionali e/o imprenditoriali collocate in questo segmento di mercato, assieme a quelle elaborate e promosse direttamente dai CEA, ma anche quelle assunte direttamente da strutture territoriali della nostra associazione quali i Regionali e i Circoli locali. Lo scopo è reso evidente dall’effetto promozionale che la conoscenza di iniziative che prevedono itinerari, percorsi e azioni è in grado di dare in termini di maggiore visibilità e supporto alle attività locali orientate allo sviluppo di un turismo responsabile e sostenibile.

In concreto l’Italia del Cigno vuole promuovere progetti che favoriscono l'adozione di modelli di produzione e di consumo durevoli, tenere in rete CEA, circoli territoriali e regionali, stipulare protocolli d'intesa con enti locali e Associazioni di Categoria, sulle strategie di perseguimento degli obiettivi di sostenibilità nel turismo, promuovere l'avvio di progetti turistici sperimentali nell'ambito dello sviluppo sostenibile e dell'introduzione di sistemi di gestione ambientale.

4) Gli "Alberghi Ecologici & C." di Legambiente Turismo

La novità più recente — almeno per quanto riguarda la diffusione e lo sviluppo che ha registrato - è l’esperienza delle "strutture ricettive e turistiche consigliate per l’impegno in difesa dell’ambiente". Si tratta di una iniziativa insolita che pretende di riuscire ad effettuare un salto di qualità nelle relazioni della nostra associazione con realtà imprenditoriali vere e proprie affrontando i temi del turismo tout court. La sfida è chiara: affrontare il turismo dei grandi numeri, prendere atto che anche solo piccole ma significative azioni — se generalizzate e rese costanti — possono determinare davvero una svolta nella politica turistica del nostro paese, cercando di contaminarne le iniziative e valorizzarne il ruolo positivo di struttura economica che più di ogni altro è oggettivamente interessata a usare l’ambiente come capitale per la sua attività e quindi a tutelarne la conservazione e il miglioramento.

Per questo Legambiente ha accettato la sfida di una vera e propria "ecolabel" indipendente e volontaria, garantita dalla capacità innovativa dell’associazione e dalla sua continua azione in difesa dell’ambiente. L’iniziativa comprende attualmente 250 strutture (con circa 50.000 posti letto fra Hotel, Camping, B.& B., Agriturismi). Le strutture ricettive aderenti alla rete di Legambiente Turismo, riconosciuta come ecolabel di tipo (A) dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (WTO), p rtecipano anche ad un network internazionale che conta oltre 1.200 strutture turistiche e applicano criteri tesi ad alleggerire il carico sull’ecosistema locale e/o valorizzare il patrimonio naturalistico ed artistico del territorio. Naturalmente non è tutto semplice e facile. Legambiente Turismo nell’impostare la sua iniziativa di ecolabel nel settore turistico, ha messo in piedi uno strumento di considerazione e valorizzato le specificità delle destinazioni. Lo strumento dell’etichetta ambientale ha applicazioni molto diverse rispetto al settore industriale e della pubblica amministrazione. La validità di una ecolabel nel settore turistico dipende infatti dalla capacità di saper valorizzare articolazioni e particolarità di questo settore, nel quale la diffusione di strutture piccole e qualificate è una ricchezza apprezzata in misura sempre maggiore dalla clientela.

Particolarmente importanti — unitamente al risparmio delle risorse naturali e alla correttezza di approcci al tema della mobilità sostenibile - sono la sicurezza e la qualità degli alimenti e la valorizzazione dei prodotti tipici, la promozione della cultura e dei beni artistici culturali e ambientali. La scelta di intervenire su questi elementi la dice lunga sulla opportunità di operare per rafforzare la nostra iniziativa in questo e in altri settori, nei quali il futuro delle imprese dipende dal grado di innovazione che si è in condizione di introdurre, sia nella gestione del territorio che delle proprie aziende. E a conferma della nostra scelta di lavorare con criteri "glocal", abbiamo la necessità di contrastare tentazioni omogeneizzanti e centralistiche in quanto — pur in un quadro d’insieme comune almeno ai paesi europei - è importante adottare strumenti che colgano la diversità delle situazioni e sappiano promuovere la partecipazione dei soggetti nel definire metodi, procedure, criteri e misure, come un valore irrinunciabile per il buon successo delle iniziative, come del resto enunciato dalla stessa Commissaria Europea all’ambiente nel presentare il sesto programma d’azione.

Legambiente ha seguito queste direttrici nella costruzione della iniziativa Legambiente Turismo, insieme con partner quali le associazioni degli imprenditori turistici, alcuni parchi nazionali e regionali e amministrazioni locali. Il lavoro fatto da numerose ecolabel volontarie nei vari paesi europei è raccordato e coordinato da un network europeo del quale fa parte anche Legambiente, che opera considerando l’esigenza di requisiti minimi comuni ma lascia alle sue articolazioni il modo per aderire alle situazioni locali e promuovere la partecipazione dei soggetti. Si tratta di una ottima scelta per conseguire un miglioramento della qualità ambientale del settore turistico. Tra l’altro da qualche settimana abbiamo un gemello: a Bahia in Brasile è nato un network analogo che si occuperà del continente americano.

I risultati sul piano ambientale non mancano. Dagli elementi obbligatori e dai rigorosi controlli della loro applicazione escono dati certi che riguardano la riduzione dei rifiuti prodotti, la raccolta differenziata, l’uso razionale dell’acqua e dell’energia, l’introduzione di elementi certi di sicurezza alimentare, l’incentivazione al consumo di prodotti tipici, il supporto al trasporto pubblico e all’uso di mezzi per la mobilità leggera, il contenimento del rumore, la promozione dei beni ambientali e dei beni culturali, la diffusione in forma generalizzata di una nuova consapevolezza nei clienti.

A questo si aggiungono nuovi elementi suggeriti dagli esperti nei corsi di formazione, che trovano attuazione nel corso delle ristrutturazioni degli edifici o del rinnovo degli impianti. Queste novità riguardano l’introduzione di criteri di bioarchitettura, l’impiantistica più avanzata e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Pur non avendo ancora dati sulla globalità delle 250 strutture ricettive aderenti al progetto in Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Toscana, Campania, abbiamo potuto stimare una riduzione dei consumi d’acqua di almeno il 25% l’anno su circa due milioni di presenze, la riduzione di circa 3 milioni/anno di monodosi alimentari e per l’igiene su circa 60 hotel, la disponibilità di almeno 8 mila biciclette in più per gli spostamenti. Un altro aspetto di questa iniziativa — certamente non marginale - è la possibilità di realizzare aggregazioni per rivolgere una domanda ai poteri pubblici, alla quale diventi sempre più difficile dire di no, in quanto la richiesta avanzata poggia su interessi precisi, piattaforme rivendicative condivise, rapporti di forza più favorevoli alle nostre posizioni.

5) Compagnia dei Parchi

Legambiente, insieme a Federparchi, Cresme e Carsa, ha anche costituito Compagnia dei Parchi che si propone di organizzare l’ospitalità nelle aree protette italiane, offrendo e mettendo in rete le seconde case e le strutture non convenzionali come casali, masserie, malghe, case nei centri storici dei piccoli borghi, bed&breakfast, agriturismi.

Compagnia dei parchi vuole operare mediante una rete territoriale che deve organizzare, promuovere e gestire l’ospitalità negli immobili e nelle strutture ricettive affiliate.

L’organizzazione a rete consente di superare la frammentazione e la disomogeneità dell’offerta di ospitalità diffusa e di sviluppare invece un’offerta ampia, articolata, capace di aderire a un ventaglio diversificato di richieste (per località, per tipologia, per fascia di prezzo, ecc.) quindi di rivolgersi a una fascia potenzialmente più estesa di turisti con una proposta nuova e rispondente alla domanda turistica di qualità. (Vedi anche documento sulle Aree Protette)

Alcune valutazioni e indicazioni operative.

La diffusione delle nostre idee sul mondo del turismo responsabile e sostenibile è certamente importante, ma è ancora più importante convincere molte persone che il loro interesse privato rientra e coincide con le scelte di interesse collettivo e quindi spingerle a organizzarsi e ad adoprarsi perché queste nuove politiche siano attuate. Non dobbiamo mai dimenticare che è necessario mettere in campo forze reali e rendere evidenti gli intrecci che fanno dell'ambiente non più, soltanto un fattore o una moda, ma una parte fondamentale di scelte economiche e politiche capaci di dare all'impresa e al lavoro risposte innovative.

Legambiente (il suo centro nazionale, i suoi livelli regionali, i suoi circoli), è adeguata a questo compito, ha — a tutti i livelli - la dimensione culturale ed operativa sufficiente per porsi all’altezza di questa sfida ma è necessario un salto di qualità della nostra associazione per costruire aggregazioni con vasti strati sociali interessati ad una crescita della società che contenga ampie spinte all'innovazione. Questo è "fare politica......" nel senso di occuparsi della cosa pubblica, dei programmi, delle grandi scelte e chiedere che ci si muova in quella direzione.

Sul piano operativo abbiamo buone iniziative che debbono "rendere" di più (nel senso di essere in grado di dare più frutti) nella determinazione delle politiche di settore. Per fare questo è necessario che le varie azioni mantengano l’attuale articolazione, che costituisce un vero e proprio valore, ponendosi però obiettivi comuni, assumendo capacità di integrazione non solo e non tanto fra loro ma con i settori classici dell’associazione (parchi, energia, territorio, agricoltura, ambientalismo scientifico, vertenze, campagne) in modo da far rendere al massimo le loro azioni e le ricadute positive sulle interrelazioni possibili e farne parte integrante delle politiche della nostra associazione.

 

[VII Congresso nazionale] • [Aree tematiche]

Temi:
Pubblicato il28 novembre 2003