L'Aquila quattro anni dopo


Una città sicura, bella com'era, ma anche moderna e capace di vincere la sfida della sostenibilità e della legalità. A quattro anni dal sisma la nostra idea di città è ancora solo un sogno.

6 aprile. Dal 2009 per L’Aquila il 6 aprile è un giorno che si vorrebbe cancellare dal calendario. Un giorno di dolore. E ora un giorno di rabbia, per le tante promesse mai realizzate. Noi continueremo a difendere e valorizzare la bellezza dei nostri territori, promuovere la cultura e puntellare i pilastri su cui abbiamo costruito, di generazione in generazione, la nostra identità. Vorremmo vedere, invece, sempre meno puntelli sulle case e i monumenti. Vorremmo vedere più persone felici di rivivere le strade di uno dei capoluoghi più belli e antichi d’Italia, partendo dal suo centro storico fino a raggiungere tutti i piccoli comuni coinvolti dal cratere sismico.

È la testimonianza amara del Circolo aquilano di Legambiente che, terminato l’impegno nell’emergenza, aveva avanzato delle proposte concrete affinché la ricostruzione, materiale e immateriale, divenisse l’occasione per progettare una città nuova; è una dichiarazione che esprime ora il rammarico a la sfiducia di tanti cittadini che, a quattro anni dal terremoto, si sentono abbandonati. Eppure L’Aquila ha tutte le carte in regola per risorgere. Uno straordinario patrimonio naturale e culturale, tradizioni e saperi, l'intelligenza, l’operosità, la creatività dei suoi cittadini. Ricostruire nei prossimi anni dovrà essere l’occasione per realizzare una città sicura, che sappia innovare rispettando gli equilibri ecologici e che rappresenti un punto di riferimento per l’urbanistica mondiale. Le proposte di Legambiente configurano un territorio, in futuro, a emissioni zero di anidride carbonica, autosufficiente dal punto di vista energetico, con mobilità sostenibile e una politica dei rifiuti altamente efficiente; dotato di strumenti di governo che salvaguardino il suolo e promuovano le energie rinnovabili, rendano partecipi i cittadini alle scelte. L'Aquila e i comuni del cratere hanno l'opportunità di diventare un modello di luogo di vita moderno e capace di coniugare cultura, ambiente, scienza e tecnologia nella creazione di un contesto di elevata qualità.
È un futuro che chiediamo venga messo in cima all'agenda politica.


 

RIDIAMO VOCE ALLA CITTA' MUTA
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Pubblicato il03 aprile 2013