Le proposte di Legambiente sul tema 'Mare'


Migliorare la normativa sul danno ambientale, rendendola più stringente, per combattere con armi adeguate il fenomeno degli sversamenti accidentali e intenzionali in mare, prevedendo al contempo sanzioni più elevate .

Ripristinare il sistema di prevenzione e pronto intervento in caso di incidente marino rilevante e in presenza di routine, la cui assenza è un fatto gravissimo in un paese come l’Italia che sopporta il maggior traffico petrolifero del mediterraneo.

Rafforzare i sistemi di controllo satellitare del traffico marittimo, completando la copertura della rete Vts (Vessel Traffic Service)

Combattere l’abusivismo edilizio, e contrastare cementificazione e artificializzazione della fascia costiera, causa di fenomeni di erosione e della perdita di siti naturali e sistemi dunali.

Continuare nell’opera di ricerca della verità nella vicenda delle navi veleni, affondate nei nostri mari con il loro carico di rifiuti tossico-nocivi e addirittura radioattivi.

Rafforzare gli strumenti di controllo e vigilanza sulla pesca, per mettere fine alla politica delle emergenze; e attuare attività di promozione della pesca costiera artigianale, basata su un prelievo responsabile delle risorse ittiche.

Aggiornare la normativa che regola le aree marine protette, vecchia di quasi 30 anni, per renderla omogenea a quella delle aree protette terrestri.

Incrementare il numero di posti barca ‘a cemento zero’, dando seguito al lavoro - avviato da Legambiente e Ucina - di censimento degli specchi d’acqua sui quali ricavare porti turistici senza costruire nuove infrastrutture, anche variando la destinazione d’uso di vecchi scali.

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Pubblicato il09 maggio 2010