Legambiente per l'agricoltura italiana di qualità


Un progetto sulla sicurezza alimentare rivolto al settore dell'agricoltura convenzionale e delle produzioni destinate al largo consumo

 

Legambiente ha avviato la campagna Laiq per impedire l'introduzione nella catena alimentare di organismi modificati geneticamente (Ogm), la diffusione incontrollata delle biotecnologie in agricoltura, l'uso indiscriminato della chimica di sintesi nelle produzioni, l'uso di farine animali nei mangimi, nel rispetto del benessere animale.
Per concretizzare il progetto, Legambiente ha proposto un'alleanza a tutte le aziende produttrici e distributrici di alimenti in Italia, chiedendo loro di impegnarsi a non utilizzare sostanze o metodi produttivi ritenuti insalubri per l'uomo, gli animali e l'ambiente.
L'iniziativa si pone come elemento di grande utilità sociale e pratica con lo scopo di dare indicazioni precise all'intera filiera zootecnica ed agricola.

Per poter creare condizioni di praticabilità economica al percorso di qualità, Legambiente ha predisposto un protocollo articolato in disciplinari specifici per ogni tappa della filiera: si suggeriscono insomma delle buone pratiche che le aziende agricole aderenti al progetto devono rispettare.

Le regole di Laiq
Laiq ha scelto dapprima di coinvolgere il settore più difficile e problematico, quello della zootecnia, per poi passare ad occuparsi anche dei prodotti di origine vegetale, per i quali è stato redatto un documento che stabilisce i criteri di accettabilità per Legambiente.

Le principali finalità di Laiq sono:

  • il controllo della produzione di merci - senza ogm, senza l'uso di farine di carne, di pesce, di grassi animali e di olii esausti - eseguito dai soggetti imprenditoriali coinvolti nella filiera zootecnica;
  • il controllo dell'impiego di sementi ogm free, della prevenzione della contaminazione accidentale da ogm, dell'utilizzo di prodotti e metodi della tradizione italiana e locale, della sensibile riduzione dell'impiego di fitofarmaci e della chimica di sintesi nelle produzioni, dell'assenza di residui chimici nei prodotti finali, della limitazione di additivi chimici quali gli edulcoranti, i coloranti ed i conservanti, della maggior attenzione verso l'impatto ambientale nelle produzioni nel settore della produzione di proteine vegetali;


Con Laiq Legambiente indica un percorso virtuoso fondato sul rispetto della logica d'impresa, e quindi interno alla produzione convenzionale, per promuovere le aziende che scelgono la qualità.

Ma Laiq si preoccupa anche del benessere animale. È il caso, per esempio, dei vitelli nati da vacche da latte e destinati all'allevamento per la cosiddetta carne bianca. Questi animali vengono generalmente allevati, per renderli anemici, atrofizzando tre dei quattro stomaci, nutrendoli esclusivamente a base di latte in polvere e privo di alimenti vegetali, facendoli vivere in condizioni assolutamente innaturali e crudeli. E tutto ciò solo perché non appartengono a razze pregiate da carne.
Legambiente, contro questa crudele pratica, ha messo in campo un progetto di filiera capace di garantire - oltre all'irrinunciabile standard di benessere - quel margine di guadagno necessario agli imprenditori, senza ricorrere allo sbiancamento della carne.
Tutti i disciplinari Laiq non ammettono l'uso di ogm, di antibiotici promotori della crescita, di grassi animali, di farine di carne o pesce. Gli ormoni sono ammessi, solo sotto stretto controllo veterinario, per particolari problemi di lattazione.

La scommessa alla base di Laiq, è quella di riuscire a coinvolgere nei processi virtuosi le produzioni massali, che più facilmente e diffusamente raggiungono le tavole dei consumatori, veicolando i contenuti di un'alimentazione di qualità, sicura, tracciata, rispettosa degli animali e dell'ambiente.

 

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Pubblicato il30 maggio 2010