"A mani nude", la rottamazione ecologicamente insostenibile delle navi


Dal 4 all'11 gennaio a Roma la mostra fotografica sullo smantellamento senza regole delle navi in Bangladesh e in India. Gravissimi i danni per l'ecosistema e per la salute di migliaia di persone 

A fine vita le navi, da quelle da crociera alle petroliere, finiscono nei cantieri per essere smantellate. La maggior parte di esse, 668 su 1000 nel 2016, finiscono nelle mani di imprenditori senza scrupoli sulle coste di paesi che non rispettano gli standard minimi di protezione ambientale e sono noti per lo sfruttamento del lavoro minorile.  

Isacco Chiaf, graphic designer e Tomaso Clavarino, giornalista e fotografo, con un viaggio attraverso le spiaggie Chittagong (Bangladesh) e Alang (India), tra i siti maggiormente interessati dalla rottazione senza regole delle navi,  hanno testimoniato come le attività di demolizione realizzate con metodi insostenibili - a disprezzo dell'ambiente, della vita, della dignità del lavoro - stanno contribuendo alla distruzione dell'ecosistema e influenzando negativamente la vita di migliaia di persone.  

Questa realtà impressionante è documentata nella mostra fotografica "A mani nude", in esposizione a Roma dal 4 all'11 gennaio 2018 presso il RED, Read Eat Dream di Feltrinelli, in via Tomacelli 23. 

La mostra è stata realizzata dall'associazione NGO Shipbreaking platform, una coalizione globale di circa 20 associazioni, di cui Legambiente fa parte, per la protezione dei diritti umani, dei diritti del lavoro e dell'ambiente. Comunicato stampa

Approfondimenti

Lo smantellamento navale, un problema globale

 

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Pubblicato il29 dicembre 2017