Nucleare: il governo nega ai cittadini il diritto di scegliere


La maggioranza della Camera dei deputati vota la fiducia per il decreto Omnibus che mira a cancellare il referendum sul nucleare nonostante la volontà popolare di andare alle urne.

Civiltà e democrazia calpestate in un colpo solo. Questo è il vero esito del voto di fiducia al decreto Omnibus della Camera che mira a cancellare il referendum sul nucleare al quale invece gli italiani hanno mostrato di tenere moltissimo.

Questo Governo cancella in un colpo i diritti acquisiti in molti anni di democrazia dai cittadini.

Ci impedisce di votare e di esprimere la nostra opinione sul futuro, e per non rischiare di vedere minacciato il proprio subdolo piano di riproporre a breve il nucleare, scongiura anche il rischio di ogni confronto parlamentare.

Col voto di fiducia al decreto Omnibus  infatti, il Governo ha abrogato solo alcuni punti della legge sul piano di rilancio del nucleare, lasciando però furbescamente aperta una porta per reinserire l’atomo in un momento magari meno problematico e più distante dalle elezioni.

Il premier spera che tra un paio d’anni l’emotività degli italiani scatenata dall’incidente di Fukushima si sia placata. Questo gli consentirà di tornare alla carica con il folle progetto di installare centrali nucleari in Italia.

Laddove i cittadini hanno avuto la possibilità di esprimersi, come è avvenuto in Sardegna, hanno esercitato il loro diritto dichiarando in modo inequivocabile un secco No all’ipotesi del nucleare.

Il Governo prenda atto dell’orientamento degli italiani e s’impegni concretamente per un futuro energetico pulito e sicuro. Basta con le sospensioni e i giochetti: il nucleare va cancellato definitivamente.

Proseguiamo con convizione e determinazione la campagna referendaria: vogliamo per sempre il nucleare fuori dall'Italia, senza nessuna  ambiguità!

Catene umane per fermare il nucleare  

Comitato Nazionale "Vota SI' per fermare il nucleare".

Approfondisci la questione dell'insicurezza delle centrali

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Pubblicato il26 maggio 2011