Piattaforma della campagna italiana per la sovranità alimentare


cibo
Promossa in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (16 ottobre 2003) da:, Acli, Aiab, Arci, Ari, Consiglio Diritti Genetici, Crocevia, Focsiv, Legambiente, Flai Cgil — Fai Cisl — Uila Uil, Volontari nel Mondo

 

Noi sottoscritte organizzazioni sociali e non governative esprimiamo profonda preoccupazione per il futuro dei sistemi agrari e alimentari del pianeta e intendiamo a tal fine, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze politiche e governative sulla centralità dell’agricoltura e dei sistemi produttivi agro-alimentari nel garantire la sopravvivenza collettiva.

Siamo per il riconoscimento del principio della sovranità alimentare quale presupposto per definire le politiche agro-alimentari di ogni Paese e le strategie che riconoscano la prioritaria necessità di debellare la fame dal pianeta attraverso uno sviluppo rurale sostenibile sul piano ecologico e sociale.

Riteniamo che il commercio agro-alimentare debba essere regolamentato, ancor più dopo il fallimento del Vertice di Cancun, secondo norme e criteri specifici a tutela dei produttori, dei lavoratori, dei consumatori e dei mercati locali, riconoscendo il legame fra produttori e territorio (ad esempio con strumenti e meccanismi di tutela a livello mondiale delle produzioni tipiche)., Consideriamo dato infatti che l’attuale Accordo sull’Agricoltura stipulato in seno all’Organizzazione mondiale del Commercio non riconoscae la portata sociale ed ambientale del sistema agricolo ed alimentare

ValutiamoValutiamo negativamente che la la nuova riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC) perché non hadebba essere orientata allnon diminuisca le sovvenzione all’export, névalorizzato iazione delle risorse endogene del (territorio (prodotti locali e tradizioni culturali), e delle produzioni tipiche di qualità e con particolare attenzione all’agricoltura biologica, continua a ignorare la condizionalità sociale dei diritti dei lavoratori dipendenti, ed infine non ha eliminato le sovvenzioni all’export.

Pertanto, richiamando il documento Una questione di diritti, non di mezzi, con cui 140 organizzazioni italiane hanno inteso contribuire al Forum sulla Sovranità Alimentare di Roma parallelo al Vertice FAO del 2002, rivolgendoci alle Regioni, al Governo, al Parlamento italiano, alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo, chiediamo alla Commissione Europea, al Consiglio agricolo Europeo, al Parlamento Europeo ed al Governo Italiano chiediamo:

  1. il mantenimento della moratoria sugli OGM, nel rispetto l’esclusione degli OGM dal sistema produttivo agroalimentare, anche in base all’adozione del principio di precauzione (sancito dal Protocollo di Biosicurezza di cui chiediamo l’immediata ratifica italiana) e sancito nei Trattati dell’Unione Europea a garanzia della sovranità delle scelte interne, e della tutelando dell’ambiente e del rispetto della volontà di consumatori e agricoltori di escludere gli OGM dal proprio sistema produttivo agroalimentare; infatti un settore che vuole valorizzare la qualità e la tipicità delle proprie produzioni deve esplicitamente escludere l’utilizzo di prodotti OGM e tutelarsile dal rischio della contaminazione, a partire dalle sementi.
  2. In particolare, domandiamo che l’Italia dia massima priorità alla ratifica del Protocollo di Biosicurezza, permettendo così la sua entrata in vigore.
  3. l’impegno ala ri rimettere in discussione della riforma della PAC su nuove basi, arrestando il processo di delegittimazione avviato con la presente propostadel ruolo dell’agricoltura nella difesa del territorio e delle comunità rurali e innovando il modello agricolo europeo con una PAC che faccia della tutela e della valorizzazione del lavoro, del rispetto degli equilibri agro-ecologici e della biodiversità, della sicurezza alimentare, del benessere animale e della solidarietà internazionale le fondamenta per l’affermazione della "sovranità alimentare" in Europa e nel mondo.
  4. l’impegno adl’abbandonoare pratiche di dumping sul mercato degli alimenti attivandosi affinché nessun Paese sovvenzioni lo smaltimento del proprio surplus agricolo sul mercato internazionale, che danneggia le comunità rurali del sud del mondo, le più vulnerabili all’insicurezza alimentare.
  5. il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo e quindi delle condizionalità sociali quale supremo riferimento e precondizione di qualsiasi accordo internazionale, a partire dal diritto alla contrattazione collettiva e alla tutela dell’attività sindacale nelle aziende della filiera agro-alimentare.
  6. il riconoscimento del ruolo ineludibile della società civile e delle organizzazioni sindacali, e quindi la definizione di nuove regole al fine di garantirne la partecipazione nella definizione degli accordi internazionali.

Coscienti cheqPer il raggiungimento di questi obiettivi, che sonosono anche anche una sfida per tutta la società civile, noi sottoscritti lanciamo la Campagna Italiana per la Sovranità Alimentare.

La Campagna ha gli obiettivi di informare e sensibilizzare, mobilitando e coinvolgendo le istituzioni, i lavoratori del settore agroalimentare, i produttori, i consumatori e tutta la società civile.

La Campagna si struttura con un coordinamento nazionale ed un segretariato organizzativo, parte alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione e si propone di organizzare una prima iniziativa in occasione della Conferenza della FAO nella prima settimana di dicembre.

 

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Pubblicato il28 novembre 2003