Volontariato (approfondimento)


Un milione di persone organizzate in oltre 26.mila associazioni rappresentano il popolo del volontariato nel nostro Paese. E’ una consistente fetta di popolazione, sempre più strutturata, sempre più stabile, sempre più incisiva che organizza il "bisogno di volontariato" e lo traduce in iniziative concrete.

A questo mondo partecipa Legambiente, con le proprie iniziative che ogni anno danno la possibilità a migliaia di persone di entrare in contatto con i temi dell’ambiente, di fare qualcosa di concreto per recuperare il nostro territorio ed offrire una prospettiva di futuro ai suoi abitanti. Le giornate di volontariato come Puliamo il Mondo e Spiagge Pulite, le centinaia di campi di volontariato, gli interventi di protezione civile rappresentano la risposta della nostra associazione al "bisogno di volontariato ambientale". Nel corso di questi anni l’attività di Legambiente nel settore si è andata sempre più strutturando e qualificando, entrando a far parte di reti di volontariato internazionale e acquistando un indiscusso prestigio presso gli organi istituzionali che sovrintendono agli interventi: enti locali, Soprintendenze, Dipartimento della Protezione Civile, Prefetture, ecc.

Dal 1995 inoltre, Legambiente ha dato vita alla Federazione Nazionale Legambiente Volontariato, una struttura di servizio che supporta fattivamente i Circoli, i Regionali ed i Gruppi di volontariato ambientale aderenti a Legambiente ed iscritti nei registri Regionali di Volontariato.

L’intervento in Galizia, sulle coste teatro dell’incidente della Prestige e quello in Molise all’indomani del terremoto, danno conto anche di una indiscussa tempestività nella nostra capacità d’intervento anche in situazioni estreme. Ma il dato più interessante rimane il lavoro compiuto dai volontari di Legambiente in centinaia di località sparse in giro per il nostro Paese e all’estero. Un lavoro che ha recuperato fisicamente porzioni di territorio, che ha creato una rete di rapporti e di relazioni, che più di ogni altra cosa ha fatto crescere la consapevolezza nei confronti dell’ambiente, un lavoro che in molti casi ha cambiato in meglio la vita dei protagonisti, sia di coloro che l’hanno effettuato sia di chi ne ha ricavato giovamento. Recente e importante è poi l’esperienza che molte nostre strutture stanno facendo con l’inserimento delle ragazze del Servizio Civile Volontario.

L’ottimo stato di salute di questo settore è forse il dato più concreto che testimonia, da un lato, la bontà delle nostre iniziative e, dall’altro, il fascino che Legambiente riesce a trasmettere.

I progetti e i campi di volontariato.

In 13 anni di attività il settore Volontariato di Legambiente ha realizzato migliaia tra campi e progetti di volontariato che hanno avuto le questioni ambientali come tema d’azione. La crescita numerica che ha caratterizzato le iniziative di volontariato di Legambiente è andata di pari passo con uno sviluppo dell’elaborazione teorica sulle finalità del volontariato e sulle modalità di utilizzo delle risorse umane volontarie per compiere una scelta consapevole di cittadinanza attiva.

In tanti si sono avvicinati alla nostra associazione perché hanno trovato nelle nostre attività una risposta concreta al loro bisogno e desiderio di "fare" ambientalismo, di riflettere sulle questioni ambientali e di imparare quelle pratiche di vita che prevedono una razionalizzazione delle risorse disponibili senza sprechi, un riutilizzo dei materiali, un consumo critico e consapevole e via dicendo. Un aspetto centrale nel percorso formativo offerto dal settore volontariato è quello dell’emancipazione di tutti, soprattutto dei giovani, in termini di esperienza al di fuori del contesto di provenienza, in particolare attraverso l’offerta di progetti, anche a carattere internazionale. I campi e i progetti di volontariato di Legambiente presentano una serie di caratteristiche che ne fanno un’esperienza di vita pressoché unica: oltre alle attività di ripristino, tutela e valorizzazione ambientale, paesaggistica e culturale (90% dei campi si svolgono all’interno delle aree protette), alla promozione di un uso eco-compatibile del territorio (sentieristica, sorveglianza del flusso turistico, ecc.), i volontari di Legambiente praticano nel quotidiano l’ambientalismo, attraverso la raccolta differenziata, la riduzione del volume dei rifiuti, il consumo di prodotti del commercio equo e solidale, il risparmio energetico e idrico. A questo si aggiunga la pratica di vita in comune, all’interno della quale emergono aspetti e valori fondamentali per la formazione personale. Rispettare il prossimo, misurarsi con se stessi e con gli altri, imparare a prendersi cura dell’ambiente e del prossimo, ma anche più semplicemente cucinare, parlare lingue straniere o rispettare gli orari rappresentano momenti formativi fondamentali per i cittadini di domani che vogliono vivere concretamente la cultura del rispetto e della solidarietà.

Nel corso degli anni le nostre iniziative hanno allargato la propria prospettiva fino a coinvolgere anche persone svantaggiate che sono riuscite a inserirsi a pieno titolo e a pari condizioni in progetti di volontariato anche a medio e lungo termine. In questo modo hanno preso parte alle attività di Legambiente anche persone con handicap fisici e psichici, detenuti ed ex detenuti, ex tossicodipendenti, ex alcolisti. E il ritorno per la vita della nostra associazione è stato evidente, sia in termini di prestigio ed autorevolezza, sia in termini di aumento del numero di soci, cioè di coloro che, dopo aver partecipato ad un progetto di volontariato, sono rimasti in contatto per proseguire con Legambiente il percorso avviato.

In molte circostanze inoltre la nascita dei centri permanenti di volontariato è stata la normale conseguenza di un’attività volontaria offerta durante tutto l’anno. Da sottolineare inoltre la capacità di intervenire immediatamente e direttamente sulle emergenze ambientali. L’esempio più recente è stato quello dell’affondamento della Prestige, cui Legambiente ha risposto (unica associazione italiana) con 5 campi in piena emergenza più un sesto realizzato sei mesi dopo la "marea negra".

Il radicamento di Legambiente nei network associativi internazionali, insieme ad una sempre più consolidata collaborazione tra il settore volontariato e gli altri settori di Legambiente, ci permette ormai di operare a 360 gradi nell’ambientalismo attivo, dai progetti di cooperazione internazionale (Cuba, Nicaragua e Costa Rica), ai campi per adolescenti, al Programma Gioventù dell’Unione Europea. Il settore Volontariato di Legambiente fa parte di ben 4 network di associazioni di volontariato di tutto il mondo (Alliance, CVA, CCIVS, GEN) e collabora con centinaia di associazioni che organizzano campi, progetti di Servizio Volontario Europeo, progetti di volontariato di medio e lungo termine, altri progetti per over 55 e molto altro ancora.

Per i volontari di Legambiente l’occasione di discutere sulle tematiche legate alla globalizzazione è arrivata già prima dell’esplosione a Seattle del movimento no-global. L’attività di volontariato internazionale è stata da sempre uno stimolo al confronto su temi come la pace, la solidarietà, il rifiuto dello sfruttamento delle risorse e delle persone. Ne’ si può dimenticare, per completare le riflessioni, il ruolo e il peso che acquista agli occhi di tutte le parti sociali e politiche un’associazione che si "sporca le mani" per migliorare concretamente il mondo nel quale viviamo. Non è un caso se dall’esperienza dei campi di volontariato siano partiti percorsi istitutivi di nuove aree protette, siano nati luoghi di incontro e discussione per lavorare con le scuole, con gli operatori del disagio sociale, se questo settore è forse quello che più di altri riesce a coinvolgere fattivamente tanti giovani.

Tutte queste considerazioni non devono distrarre l’attenzione dai percorsi e dalle sfide che si pongono di fronte a tutti noi. L’offerta di "fare" che propone il settore volontariato può e deve essere un formidabile passe-partout per avvicinare le persone (soprattutto i giovani) alla nostra associazione e coinvolgerle in maniera attiva, sulle sfide ambientali che si pongono sul territorio. Occorre che i circoli stimolino sempre più le amministrazioni locali a realizzare progetti di volontariato, ma anche ad inviare i propri cittadini in altre località, soprattutto all’estero, offrendo loro un’opportunità di emancipazione personale, culturale e linguistica. Un nuovo umanesimo non potrà prescindere dal bisogno dell’uomo di fare volontariamente, cioè senza costrizioni e senza interessi secondari, qualcosa per gli altri e, dunque, anche per se stesso.

Legambiente Protezione Civile

Legambiente è entrata a pieno titolo tra le grandi associazioni nazionali di protezione civile. E’ un risultato importante, frutto del buon lavoro svolto nel corso degli ultimi quattro anni, risultato della capacità della nostra associazione di portare tempestivamente una solidarietà diretta, concreta e utile alle popolazioni che hanno subito calamità naturali. Dalle alluvioni che hanno martoriato il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria nel 2000 fino al terremoto che nel novembre scorso si è abbattuto sul Molise, i circoli di protezione civile Legambiente sono intervenuti tempestivamente portando la solidarietà di tutta la nostra associazione in quei drammatici frangenti. La capacità operativa raggiunta, con oltre dieci gruppi operativi su tutto il territorio nazionale, è stata riconosciuta dal Dipartimento della Protezione Civile che ha individuato in Legambiente un pezzo importante dell’intero sistema dei soccorsi ed un referente con cui cominciare a concretizzare quella "politica della prevenzione dai rischi" che sino a pochi mesi fa sembrava ancora un concetto astratto. Dallo stretto rapporto che si è instaurato tra la nostra Associazione ed il Dipartimento della Protezione Civile sono nate le campagne Operazione Fiumi e Non scherzate col fuoco (sul rischio idrogeologico e sugli incendi boschivi), che hanno riscosso quest’anno un grande successo sia in termini di visibilità che di partecipazione. Si tratta di due iniziative che saranno ripetute anche negli anni prossimi e che hanno tutte le potenzialità per entrare a far parte delle storiche campagne ambientaliste con le quali Legambiente ha dimostrato di incidere profondamente nei processi di modificazione della nostra società.

I passi da gigante effettuati negli ultimi quattro anni da questo nuovo settore di intervento dovranno fornire nuove energie per rilanciare, accrescere ed articolare il lavoro di protezione civile in Legambiente. Se in questi quattro anni abbiamo dimostrato con la pratica le enormi potenzialità e l’importanza di questo pezzo di lavoro associativo, è necessario porsi per il prossimo quadriennio l’obiettivo di esportare, riprodurre e ampliare su tutto il territorio i tanti esempi positivi che abbiamo saputo realizzare. Si tratta in altre parole di porsi nuove sfide ed effettuare quel salto di qualità che ci permetta di mettere in rete i circoli che vorranno operare nell’attività di protezione civile: dai gruppi specializzati sulla tutela dei beni culturali durante le calamità naturali, all’intervento generico di soccorso, fino alle nuove specializzazioni sulle quali stiamo lavorando, come il pronto intervento sulla costa in caso di incidente rilevante in mare, l’animazione per i bambini nei campi d’accoglienza in emergenza e l’antincendio boschivo. Accanto alla preparazione e all’intervento in emergenza, un valore estremamente qualificante assume l’attività di prevenzione, intesa come informazione alla popolazione e manutenzione del territorio (pulizia degli argini fluviali dai rifiuti ingombranti, pulizia del sottobosco per contrastare gli incendi, ecc.).

Il lavoro di Legambiente nella protezione si definisce attraverso:

  • Solidarietà. Essere in grado di portare un aiuto concreto, organizzato ed efficace a tutte quelle popolazioni che pagano il prezzo della gestione scellerata del nostro territorio, rappresenta un elemento fondamentale del nostro modo di pensare e di agire.
  • Credibilità e incisività. Operare in emergenza, "sporcarsi le mani", essere in prima linea nell’attività di soccorso, rende più forte e più credibile l’attività politica di vertenza, di critica e di proposta sulla gestione del territorio, verso una seria politica di prevenzione dai rischi naturali.
  • Radicamento. Le attività di protezione civile hanno dimostrato di essere una vera e propria calamita per la capacità di aggregazione di forze sane sul territorio. I corsi di formazione e le attività sul campo avvicinano nuovi soggetti all’associazione, persone con le quali altrimenti non saremmo mai entrati in contatto. Il mondo dei giovani in particolare ha dimostrato di essere più attratto da questa tipologia di lavoro associativo, spesso vero e proprio trampolino per scoprire Legambiente.
  • Rapporti istituzionali. Con il decentramento gli Enti locali sono diventati protagonisti del sistema di protezione civile. Operare in questo settore rappresenta un’ulteriore occasione per rinsaldare il rapporto ma anche aprire vertenze tra Legambiente e i Comuni, le Province e le Regioni, su un terreno che acquista sempre pi ù ruolo.
  • Collaborazione tra associazioni. Il volontariato di protezione civile è un fenomeno che ha avuto negli ultimi anni una crescita esponenziale. Molte associazioni di volontariato sono, a carattere prettamente locale, veri e propri serbatoi di energie con le quali Legambiente può e deve collaborare per un maggiore radicamento e per potenziare la propria capacità di agire.

I NUMERI DELLA SOLIDARIETÀ DI LEGAMBIENTE

1997

Sisma Umbria/Marche

500 volontari hanno messo in salvo più di mille opere d’arte che rischiavano di essere irrimediabilmente danneggiate.

1998

Alluvione Sarno

ai volontari campani si sono unite le squadre nazionali che hanno operato nell’area per oltre due mesi scavando nel fango nella ricerca dei sopravvissuti e per il ripristino della normalità.

1999

Emergenza Profughi Albania

sin dai primi giorni di bombardamenti i volontari di Legambiente erano in Albania a gestire, al di fuori dalla Missione Arcobaleno, un campo profughi con oltre 1300 kosovari.

2000

Alluvione Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria

cento volontari erano presenti sui luoghi colpiti dall’onda di piena dei fiumi a spalare fango dalle case, dalle strade e ripristinando aree colpite da frane. Più di 200 gli interventi portati a termine.

2001

Emergenza ordigno bellico Vicenza

oltre 60 i volontari specializzati sulla tutela beni culturali intervenuti da tutta Italia. In 10 giorni oltre 400 interventi di messa in sicurezza preventiva delle opere d’arte contenute nelle chiese e nei musei di Vicenza.

2002

Sisma Molise

80 volontari dei gruppi di protezione civile di Legambiente, a 24 ore dal sisma, erano in prima linea nella difficile operazione di messa in sicurezza del patrimonio culturale. Un intervento effettuato in 15 Comuni dell’area più colpita dal terremoto, con un risultato di 650 opere d’arte evacuate e messe in salvo da 28 chiese e palazzi storici gravemente danneggiati.

 

Il servizio civile volontario

Dall’obiezione di coscienza (OdC) al servizio civile volontario femminile

Il servizio civile maschile ha segnato pagine importanti della nostra storia. In Italia l'OdC al servizio militare fu riconosciuta legalmente nel 1972 ma solo nel 1998 il Parlamento Italiano ha stabilito che l'obiezione di coscienza è un diritto del cittadino italiano e che il Servizio Civile rappresenta un modo alternativo di "servire la patria", con una durata pari al servizio militare, a contatto con la realtà sociale, con i suoi problemi, con le sue sfide.

La strada per raggiungere questo diritto è stata dura e tortuosa ed ha visto centinaia di giovani finire nelle carceri militari. Nel 1972, anno del riconoscimento ufficiale, erano ancora decine gli obiettori rinchiusi.

Da allora il numero di obiettori è andato crescendo fino ad arrivare a 16.mila domande nel 1990, a 30.mila nel 1994 fino alle 70.mila del 1998, malgrado il susseguirsi di politiche non certo sempre favorevoli da parte del Ministero della Difesa.

Nella storia della nostra associazione, nata 15 anni dopo l’obiezione al servizio di leva scelta da Don Milani, il servizio civile ha avuto sicuramente un ruolo importante. Nelle fila dei nostri obiettori sono passati molti dei nostri attuali dirigenti ma anche le nostre campagne, la nostra presenza sul territorio non avrebbero potuto essere così forti senza l’apporto del servizio civile.

Oggi con il servizio civile volontario femminile ci si presenta una nuova opportunità per entrare in contatto con forze giovani, preparate e motivate. Questa forma di volontariato civile sta vivendo una fase di sperimentazione e, ad oggi, Legambiente sta investendo molto in questa scommessa, tanto da raggiungere e superare, come persone in servizio, gli stessi numeri dell’obiezione di coscienza. 108 sono stati infatti i posti messi a bando il 31 ottobre 2003 dai progetti Legambiente.

Come è stato con gli obiettori anche il Servizio Civile Volontario (SCV) è gestito con l’ARCI Servizio Civile (di cui Legambiente è tra i Soci Fondatori) attraverso il quale presentiamo progetti all’Ufficio Nazionale Servizio Civile.

I vantaggi di questa nuova esperienza sono evidenti perché, le ragazze:

  1. scelgono di fare servizio civile
  2. scelgono il progetto a cui partecipare
  3. partecipano ad una selezione
  4. sono "pagate" con un rimborso che non ha niente a che vedere con quello dei colleghi maschi.

Con questa base di partenza le aspettative dell’associazione sono giustificatamene alte.

Con le ragazze del servizio civile si può:

  1. avviare progetti altrimenti destinati a rimanere nei cassetti.
  2. formare persone che possono, eventualmente rimanere in associazione dopo un percorso formativo sul campo, così come è avvenuto con l’obiezione di coscienza per un buon periodo.

Ci sono tuttavia dei rischi anche in questo percorso, dovuti agli equivoci di comunicazione, in qualche caso alla nostra superficialità, alle difficoltà di coordinare un gruppo di lavoro.

Questi rischi si possono evitare seguendo alcune regole:

  1. Con i bandi di SCV non si offre un lavoro ma un esperienza di formazione, il rimborso è uno strumento, non deve essere il fine.
  2. Le ragazze devono portare avanti i progetti avendo come riferimento un responsabile, di nome e di fatto. Non possono e non devono mai essere usate come tappa buchi.
  3. Il SCV è un percorso di formazione, le ragazze quindi devono essere seguite.

Alla luce di quanto esposto appare evidente il ruolo della formazione per fare del servizio civile volontario uno strumento di crescita associativa. Formazione che deve essere rivolta a chi vuole presentare progetti e a chi deve gestirli. Formazione per le ragazze in servizio, per far conoscere loro Legambiente nei suoi aspetti globali e nelle peculiarità locali. Questo consentirà alle nuove arrivate di comprendere le cose da fare, legandole alla politica di Legambiente, accelerando il raggiungimento di un livello di efficienza utile all’associazione.

Per questo si sta verificando la possibilità di creare uno staff di formatori che possano essere di servizio a circoli e regionali che intendono avvalersi del servizio civile volontario.

Parallelamente verrà istituito un osservatorio permanente che possa essere di aiuto come esperienza e confronto a tutti i circoli Legambiente.

Legambiente Volontariato — Federazione Nazionale

La Federazione Nazionale Legambiente Volontariato promuove e coordina, all’interno dell’ordinamento previsto dalla legge n.266/91, i Circoli, i Regionali ed i Gruppi di volontariato ambientale aderenti a Legambiente ed iscritti nei registri Regionali di Volontariato.

  • Data di nascita: 26 luglio 1995 su iniziativa dei comitati regionali di Legambiente che già si erano adeguati alle caratteristiche richieste dalla legge-quadro sul volontariato (266/91)
  • Sede: c/o Legambiente Volontariato Verona, via Bertoni n. 4 - 37122 VERONA
  • Tel 3667188928 - 045 8009686 - Fax 045 8005575 - e-mail: fed.volontariato@legambiente.it
  • Codice fiscale: 93097600238
  • Iscrizione: Registro regionale delle organizzazioni di volontariato - Regione del Veneto N. VR0290 
  • Presidente: Stefania Leoni
  • Direttore: Giorgia Businaro
  • Responsabile Coord. Naz.le Legambiente Protezione Civile: Simone Andreotti

L’Ufficio di Presidenza è composto dai rappresentanti regionali di Legambiente Volontariato.

 Obiettivi:

  1. Raccogliere leggi, nazionali e regionali, regolamenti, riviste e materiali attinenti all'applicazione della legge sul volontariato con l'attenzione specifica al volontariato ambientale
  2. Studiare, elaborare e verificare opportunità utili all'attività di volontariato ambientale
  3. Informare ed assistere i Regionali ed i Circoli di Legambiente interessati ad operare utilizzando i vantaggi normativi, fiscali ed economici individuati dalla 266 o dalle leggi regionali
  4. Assistere i Circoli di Legambiente nelle proprie attività di tesseramento e people raising, in coordinamento con l’Ufficio Tesseramento Nazionale
  5. Assistere i Circoli di Legambiente nelle proprie attività di raccolta fondi in base alla vigente normativa
  6. Offrire consulenza ai circoli di volontariato di Legambiente riguardo adempimenti burocratici, legislazione, opportunità e strumenti
  7. Strutturare e agevolare attività di volontariato d’impresa, in coordinamento con l’Ufficio Marketing Nazionale
  8. Promuovere e diffondere le opportunità di volontariato offerte da Legambiente in Italia e all’estero, in coordinamento con l’Ufficio Volontariato Nazionale

STAUTO LEGAMBIENTE VOLONTARIATO (pdf) 

 
  
  
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Pubblicato il28 novembre 2007