Il Ministro Svizzero Doris Leuthard in visita di Stato dal ministro delle Infrastrutture Lupi


In agenda i gravi ritardi sulla realizzazione delle opere ferroviarie strategiche per il transito merci transalpino in ItaliaLegambiente: “Necessario investire in opere ferroviarie bloccando megainfrastrutture stradali”

Mentre il ministro dell’Ambiente Orlando a Milano cerca di intavolare con le regioni del nord una strategia antismog, il caso vuole che un'altra missione diplomatica si svolga in senso contrario, con la visita di Stato del Ministro Svizzero dei trasporti e dell'ambiente, Doris Leuthard, ai suoi colleghi italiani. Due eventi che hanno molti temi in comune. La visita della Leuthard, infatti, avviene mentre si vede la luce in fondo al tunnel più lungo del mondo, quello che dal 2016 verrà aperto alle comunicazioni ferroviarie tra catino padano ed Europa: si tratta della galleria di base del Gottardo, la parte centrale del progetto svizzero 'Alptransit' che, a partire dal 2016, diventerà la spina dorsale del trasporto transalpino, consentendo il passaggio di decine di milioni di tonnellate di merci in più rispetto a quelle che già oggi viaggiano lungo il principale asse ferroviario che sbocca in Pianura Padana (quasi 26 milioni di tonnellate transitate su ferro nel 2011 contro le 14 del Brennero e le 3,4 dell'asse Torino-Lione).

"Per troppi anni ci siamo concentrati su una linea tutto sommato secondaria per l'interscambio merci italiano, qual è la Torino-Lione, e non ci siamo invece occupati di un'opera molto più strategica, che è la realizzazione dei raccordi ferroviari e dei servizi logistici di interscambio nell'area tra Novara e Milano, dove sbarcherà la più grande infrastruttura per l'interscambio commerciale tra Italia e resto
d'Europa – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -, così mentre gli svizzeri lavorano per l'apertura al traffico del tunnel di base del Gottardo, confermata per il 2016, noi siamo del tutto impreparati a ricevere l'impatto sulla nostra rete ferroviaria della valanga di merci che lo attraverseranno, e che invece che proseguire il loro viaggio su ferro finiranno per riversarsi su centinaia di migliaia di TIR, aggravando il quadro di inquinamento della
Pianura Padana".

Bene fa dunque il ministro svizzero Doris Leuthard a sollecitare il suo collega italiano Maurizio Lupi e agli altri rappresentanti del Governo durante la sua due giorni di trasferta romana, anche se il ritardo del nostro Paese appare sempre più incolmabile, nonostante gli investimenti in franchi svizzeri che verranno elargiti da Berna per l'adeguamento delle gallerie sulle tratte italiane Luino-Novara e Chiasso-Milano.

"Tra madornali errori di programmazione strategica e cialtroneria colposa anche sulla realizzazione di opere minori, come il collegamento ferroviario per i passeggeri sulla linea in costruzione tra la svizzera Stabio e Arcisate (VA), bloccata sul versante italiano per una ordinaria vicenda di cattiva progettazione e di aste vinte a ribasso - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - il nostro Paese e in particolare la Regione Lombardia hanno molte manchevolezze di cui rendere conto ai vicini elvetici, ma prima di tutto occorre voltare pagina e decidere che l'Italia deve investire sul trasporto ferroviario, anche rinunciando a molti ridondanti progetti di opere stradali"

Italia e Svizzera sono entrambe aderenti alla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, ma non si può dire che gli indirizzi vincolanti di questo trattato, vigente ormai da un ventennio, siano stati compresi e recepiti dai due Paesi. In particolare, la Convenzione impone ai Paesi aderenti un obiettivo di riduzione del traffico di transito, la rinuncia a realizzare potenziamenti della viabilità di attraversamento alpino e una decisa politica di sostegno al trasporto su ferro, anche basata su strumenti regolativi di natura economica e fiscale.

"Ricordiamo – concludono i responsabili di Legambiente - che realizzare i raddoppi dei tunnel stradali del Gottardo e del Frejus  significa violare il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi, che impone alle Parti di astenersi dal realizzare nuova capacità stradale transalpina. Ed è anche il modo migliore per vanificare i potenziamenti ferroviari su cui i due Paesi stanno investendo molte risorse. Se davvero quello del trasferimento delle merci su ferrovia è un obiettivo
condiviso, occorre abbandonare da subito questi progetti e introdurre misure di disincentivo e regolazione del traffico stradale, istituendo un contingente massimo di transiti commerciali e un meccanismo come la Borsa dei Transiti per regolarlo con equità e secondo criteri di sostenibilità ed efficienza logistica."


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Pubblicato il05 settembre 2013