La sfida della rigenerazione urbana:cambiare per uscire dai problemi legati allo smog,all’inquinamento ambientale e alla vivibilità nelle città


Legambiente: “Ecoquartieri, riqualificazione energetica degli edifici, mobilità nuova: queste le tre sfide per rigenerare le città e uscire dalla crisi. Ma serve una regia nazionale, 7 miliardi di Euro di fondi strutturali sono a rischio”

Il rinascimento urbano non è un’utopia. La ricetta per trasformare le nostre città in aree urbane sostenibili a livello ambientale, sociale ed economico è semplice, basta amalgamare tre ingredienti: mobilità nuova e sostenibile per uscire dalla morsa di traffico e smog, ecoquartieri per rigenerare le periferie, riqualificazione energetica e statica per rilanciare il patrimonio edilizio. Per farlo ci vuole la voglia e il coraggio di mettersi in gioco e di fare scelte innovative per uscire dall’immobilismo attuale in cui si trovano le metropoli italiane. È questo il messaggio che Legambiente lancia oggi da Bologna, dove ha organizzato la Conferenza Nazionale per le città ed ha presentato il Rapporto Ecosistema Urbano 2013. Dal capoluogo dell’Emilia-Romagna Legambiente presenta le sue tre proposte: 1) che in Italia si lanci un progetto Ecoquartieri, per realizzare in 100 città una vera rigenerazione ambientale, energetica, sociale; 2) Fare della Nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica e i fondi strutturali 2014-2020 la leva per spingere la riqualificazione energetica e statica del patrimonio edilizio esistente; 3) che si cambi politiche dei trasporti in Italia, spostando risorse dalle grandi opere della Legge Obiettivo alle aree urbane e attenzioni verso la Mobilità nuova, introducendo una modifica del codice della strada con l’introduzione del limite dei 30km orari nei centri urbani e l’istituzione di un fondo per destinare maggiori risorse al trasporto pubblico, collettivo e non motorizzato.

Alla tavola rotonda di Bologna hanno partecipato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Massimiliano Aletti, capo segreteria del ministero dell’ambiente, Simone Dini, portavoce nazionale Rete Mobilità Nuova, Mario Zambrini, AD Ambiente Italia, Erasmo D’Angelis, sottosegretario ai trasporti, Edoardo Zanchini vice-presidente di Legambiente, Patrizia Gabellini, assessore urbanistica ambiente del comune di Bologna, Giovanni Caudo, assessore urbanistica Comune di Roma, Luigi Spagnolli, sindaco di Bolzano, Mario Piccinini, Inu, Leopoldo Freyrie, presidente Consiglio nazionale architetti, Andrea Poggio, vicedirettore Legambiente, Marco Buriani, Ance.

“La ventesima edizione di Ecosistema Urbano - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - evidenzia la forte situazione di stallo in cui si trovano le aree urbane, dove i problemi legati alla mobilità, all’inquinamento atmosferico, all’erogazione dei servizi restano sempre senza risposte adeguate. La gravissima crisi economica, che ha particolarmente colpito l'edilizia e la contemporanea crisi climatica, insieme alla trasformazione culturale delle città e all'emergere di nuove consapevolezze e nuove domande di cambiamento degli stili di vita, ci impongono oggi un ripensamento radicale per rigenerare i centri urbani. Rigenerare le città significa cambiare modo di concepirle, pensarle e progettarle. Per farlo occorre la collaborazione dei cittadini ed una regia nazionale che metta al centro la riqualificazione urbana, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente ed il ripensamento del sistema della mobilità. Una rigenerazione fondamentale per fermare il consumo di suolo, per riportare qualità e identità dei centri urbani rispondendo alle sfide delle trasformazioni socio-economiche, dei cambiamenti climatici e degli inderogabili impegni in campo energetico. Ma anche per creare nei prossimi anni nuovi posto di lavoro nel settore dell’edilizia ed aiutare le famiglie nel risolvere i problemi legati alla spesa energetica, all’accesso a case dai prezzi accessibili, al rischio sismico e al progressivo degrado delle periferie. Al di là degli slogan, se parliamo di smart city dobbiamo sapere che stiamo parlando di riorganizzazione di spazi pubblici e residenziali per smart citizens”.

Nel nostro Paese non esiste una politica nazionale per le città. La confusione di responsabilità rispetto a chi si debba occupare di efficienza energetica o di mobilità sostenibile tra Ministero delle infrastrutture, Ministero dello sviluppo economico, Ministero dell'Ambiente è emblematica. In questi anni nessuno se ne è occupato sul serio e ora, in assenza di un cambiamento, il rischio è che si perdano le risorse europee e altro tempo nell’avviare una strategia di riqualificazione urbana, ambientale e sociale che può avere nel nostro Paese un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi economica e aiutare le famiglie, la coesione sociale, la qualità e vivibilità.

Per l’associazione ambientalista le opportunità per avviare un rinnovamento urbano non mancano, anche in termini di risorse, perché i fondi strutturali europei 2014-2020 per l'efficienza energetica sono pari ad almeno 7 miliardi di Euro. Queste risorse, insieme a quelle dei fondi strutturali per le smart city, possono diventare un volano per la riqualificazione energetica e statica e per dar vita ai progetti degli Ecoquartieri. Inoltre spostando priorità e risorse per le grandi opere previste dalla Legge Obiettivo verso le città si possono mettere in moto cantieri realmente utili per una mobilità nuova. In uno scenario di questo tipo diventa possibile in poco tempo creare almeno 600 mila nuovi posti di lavoro a regime perché legati alla riqualificazione e manutenzione di un enorme patrimonio, che possono arrivare a circa 1 milione considerando tutto l’indotto della filiera delle costruzioni.

Ecoquartieri - Cambiare e dare nuova linfa vitale alle città non significa necessariamente edificare nuove aree, bensì partire da quelle già esistenti. È questa la filosofia che c’è dietro gli ecoquartieri, che rappresentano una risposta forte e integrata alle difficoltà generate dalla crisi immobiliare, dall’inquinamento e dalla necessità di adattamento ai cambiamenti climatici, dallo svuotamento dei centri storici, delle periferie deindustrializzate, dal consumo di suolo. Si tratta di un nuovo modo di ripensare “porzioni di città”, dove realizzare servizi adeguati, aree verdi; dove diffondere buone pratiche sostenibili, sviluppare un trasporto pubblico e ciclopedonale sicuro ed efficiente. In Italia l’esperienza di Milano e quella delle sorelle europee stanno dimostrando come gli ecoquartieri siano un modello per il futuro delle città europea. In particolare il valore trainante delle prime esperienze di “housing ecologico” degli anni novanta (Vauban a Friburgo, Solarcity a Linz, BedZED a Londra, Hammarby Sjostad a Stoccolma, GWL Terrein ad Amsterdam), si è trasformato nel primo decennio di questo secolo in decine di successi immobiliari, capaci di dare nuova identità a quartieri abbandonati, insediamenti in periferia e aree dismesse. Oggi si stanno ri-costruendo ecoquartieri in centinaia di città europee, capaci di ospitare migliaia di abitanti e lavoratori: in Francia 394 candidature al bando nazionale 2011 con un centinaio di cantieri aperti, ad Amburgo, in Germania, è stato aperto il più grande cantiere di trasformazione urbana d’Europa nella zona portuale.

Mobilità Nuova - Riappropriarsi delle città e rigenerarle significa avere città dove ci siano con spazi più sicuri, salutari e meno alienanti e dove si incentivi lo spostarsi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Per questo Legambiente chiede risorse e attenzioni per le città, dopo che in questi anni risorse e priorità sono andate a strade e autostrade, grandi opere. Per Legambiente resta, inoltre, fondamentale spostare le risorse pubbliche dove si spostano le persone, destinando più risorse pubbliche al trasporto pubblico, collettivo e non motorizzato. Il disegno di legge in questione prevede per questo un Fondo per lo sviluppo del trasporto Pubblico locale e della Mobilità Organizzata e i cosiddetti target di mobilità che premiano con un sistema di incentivi i Comuni che hanno rispettato nei tempi stabiliti la quota massima di spostamenti motorizzati con mezzi privati e penalizza quelli che non hanno ottemperato gli obblighi di legge”. L’approvazione al più presto della proposta di legge di Rete Mobilità, colazione che raccoglie circa 200 associazioni, comitati e organizzazioni di categoria. Tra i punti centrali della proposta, sostenuta anche dall’associazione ambientalista, c’è la modifica del codice della strada con l’introduzione del limite dei 30km orari nei centri urbani. Rallentare la velocità massima in città è un intervento già realizzato in molte città europee che non ha controindicazioni (i tempi di percorrenza urbana sono analoghi a quelli registrati col limite a 50 kmh) e che al contrario produce una lunga serie di esternalità positive in termini di sicurezza stradale, di riduzione della congestione, dello smog, del rumore, dei consumi di carburante, dell’aggressività alla guida e rende – praticamente a costo zero – le strade più fruibili anche dal traffico non motorizzato. Ora tocca all’Italia raccogliere questa sfida e lanciare le zone a 30km.

Efficienza energetica - Riqualificazione urbana vuol dire riqualificazione energetica, per dimezzare i consumi e la spesa in bolletta negli edifici esistenti, e sicurezza antisismica. L’Unione Europea con la nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 vuole spingere proprio in questa direzione e con le Direttive 2012/27 e 2010/31 ha fissato la visione e le scelte da intraprendere per fare dell'efficienza energetica la chiave per una riqualificazione diffusa e ambiziosa del patrimonio edilizio italiano. Un’occasione che non deve essere sprecata e  dove, secondo l’associazione ambientalista, è importante costruire un’alleanza che coinvolga tutti i soggetti sociali e imprenditoriali, politici e associativi che vogliono puntare a fare dell’efficienza energetica e statica del patrimonio edilizio la leva per uscire dalla crisi, creando occupazione (si stima almeno 600mila posto di lavoro) e nuove opportunità per le città italiane. Sulla base delle risorse previste nell'ambito del nuovo quadro finanziario comunitario per l'Italia, considerando i vincoli per la destinazione a interventi in materia di energia e clima e i cofinanziamenti, le risorse che si possono mobilitare per l'efficienza energetica sono pari ad almeno 7 miliardi di Euro.

 

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Pubblicato il29 ottobre 2013