Legambiente: “Auguri di buon lavoro al neo ministro Sergio Costa. L'ambiente sia una delle priorità dell'agenda politica dell’esecutivo Conte."


Legambiente: "Tra i primi temi da affrontare: la lotta all’inquinamento, il nuovo pacchetto energia e clima,   la riconversione ecologica dell'industria italiana, lo svilupo dell’economia circolare, il via libera alle demolizioni degli ecomostri e lo stop al consumo di suolo”

 

Dopo oltre 80 giorni, parte l'esecutivo M5s-Lega guidato dal neo Presidente del Consiglio Conte e che avrà al suo fianco, nella squadra di governo, anche il comandante dei Carabinieri Forestali della Campania Sergio Costa neo ministro dell'ambiente. Legambiente augura al ministro Costa, compagno di battaglie nella lotta alle ecomafie e agli ecoreati in Campania, i più sinceri auguri di buon lavoro. 

 

“Siamo certi - dichiara il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani - che Costa possa proseguire, nel migliore dei modi anche da ministro, il suo lavoro a difesa dell'ambiente e della legalità. Una persona competente e di alto profilo che in questi anni è stata sempre in prima linea per difendere l'ambiente e contrastare, insieme a Legambiente, la realizzazione delle discariche abusive e la grande vergogna della Terra dei Fuochi ancora irrisolta. Dal nuovo esecutivo e dal neo ministro Costa ci auguriamo che vi sia una ferma volontà politica per far in modo che i temi ambientali diventino una delle priorità dell'agenda di governo, perché l’ambiente si intreccia sempre di più con tante altre questioni fondamentali, come ad esempio quella del lavoro, dell'economia ma anche con le tematiche sociali e quelle legate alle disuguaglianze economiche, sociali e territoriali cresciute in questi anni nella Penisola.”

 

“Il nuovo pacchetto energia e clima, la riconversione ecologica dell'industria italiana temi di competenza del nuovo ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, la semplificazione degli abbattimenti degli ecomostri, lo stop al consumo di suolo e la lotta all’inquinamento, lo sviluppo dell’economia circolare, la rimozione degli ostacoli non tecnologici allo sviluppo dell’economia circolare sono i temi prioritari su cui aspettiamo risposte e fatti concrete, perché il Paese non può più attendere - aggiunge Ciafani -  Anche la maxi multa arrivata ieri da parte della Corte di Giustizia europea all’Italia ci ricorda quanto la nostra Penisola sia in forte in ritardo a partire dall'emergenza della maladepurazione, che causa danni all'economia, all'ambiente, al turismo e alla salute dei cittadini. Ritardi che l’Italia non può più permettersi. Ora c’è bisogno di ripartire avendo il coraggio di mettere davvero al centro dell’agenda politica l’ambiente, senza dimenticare la dimensione europea che in più occasioni ha permesso all’Italia di risolvere i suoi problemi ambientali come nel caso della realizzazione del depuratore di Milano o della chiusura della discarica di Malagrotta di Roma, per citare i due casi più macroscopici delle sbagliate politiche ambientali del nostro Paese. E nel ripartire infine occorre ricordare il ruolo che l’Italia può svolgere come ponte tra l’Europa e il Mediterraneo in una dimensione di continente dei diritti, dell’accoglienza e dell’innovazione, dicendo no a muri, pregiudizi e disuguaglianze che non fanno di certo bene al Paese”.  

 

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Pubblicato il01 giugno 2018