Mobilità ciclistica, legge approvata dalla Camera. Legambiente: "È strumento importante per far crescere i 6,2 miliardi del prodotto interno bici"


“Il via libera della Camera alla legge sulla mobilità ciclistica dota finalmente il nostro Paese di uno strumento importante per lo sviluppo della ciclomobilità”. Così il presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni, commenta l’approvazione ieri alla Camera dei deputati del ddl per lo sviluppo della mobilità in bicicletta, che passa ora al Senato.

Legambiente sottolinea come a questo risultato si sia arrivati con un grande lavoro di squadra, grazie alla tenacia di Paolo Gandolfi e Antonio Decaro, rispettivamente relatore e primo firmatario e della legge, cui sono state abbinate anche altre proposte tra cui quella per la tutela e lo sviluppo della mobilità in bicicletta di Ermete Realacci, nonché il contributo e il sostegno delle associazioni nazionali.

Promuovere ciclomobilità e cicloturismo favorisce non solo una modalità di spostamento più sana e più sostenibile, ma favorisce un importante sviluppo dell’economia legato alle due ruote. Legambiente, infatti, ha stimato che già oggi il PIB, il Prodotto Interno Bici del nostro Paese, è pari a 6.206.587.766 euro. Questo patrimonio - somma della produzione di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell’insieme delle esternalità positive generate dai biker (come risparmio di carburante, benefit sanitari o riduzione di emissioni nocive) - appare ancora più rilevante soprattutto in considerazione del carattere adole­scenziale della ciclabilità in molte parti d’Italia, sia per gli aspetti relativi alla mobilità (usa sistematicamente la bici per i propri spostamenti appena il 3,6% della popolazione), sia per quello che riguarda il turismo su due ruote.

Per dare un’idea della consistenza di questo capita­le, si pensi ad esempio che i 6,2 miliardi di ciclo­proventi superano nettamente i ricavi dell’export del vino, uno dei prodotti made in Italy maggior­mente apprezzati all’estero, o che doppiano il fatturato Ferrari.

Peraltro ci sono Regioni che già con gli attuali livelli di ciclabilità possono contare sulla bici come volano di economia di qualità: il PIB di Emilia Romagna e Veneto supera gli 880 milioni di euro l’anno. In Trentino Alto Adige è invece di oltre 200 milioni di euro l’anno. In altre parole queste tre Regioni, da sole, producono circa un quarto dell’intero PIB del Paese. Oggi l’obiettivo è quello di far ulteriormente il livello della ciclomobilità in queste Regioni e soprattutto di far sbocciare bici anche nelle aree dove questo stile di mobilità è ancora marginale. Per dire: a Roma dove oggi solo una persona su 200 si sposta in bicicletta, il progetto del GRAB (il Grande Raccordo Anulare delle Bici) che ci vede protagonisti come Legambiente insieme ad altre associazioni sarebbe in grado di mettere sui pedali un milione e 700mila persone, tra residenti e turisti, e porterebbe in dote alla città un capitale di 50 milioni di euro l’anno.

 

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Pubblicato il15 novembre 2017