Mobilità dolce e ferrovie dismesse, 24 e 25 novembre esperienze europee a confronto sulla Costa dei trabocchi


Una due giorni promossa dalla Camera di commercio di Chieti in collaborazione con Legambiente, l'Associazione Europea delle Greenaway e l’Alleanza della Mobilità Dolce e con il patrocinio del ministero dei Beni e della attività culturali e del turismo e della Regione Abruzzo

Greenway sulla costa dei trabocchi, esperienze europee a confronto è il titolo dell’appuntamento sulla mobilità dolce organizzato dalla Camera di commercio di Chieti - in collaborazione con Legambiente, l'Associazione Europea delle Greenaway e l’Alleanza della Mobilità Dolce e con il patrocinio del ministero dei Beni e della attività culturali e del turismo e della Regione Abruzzo - venerdì 24 e sabato 25 novembre a Fossacevia e a Vasto.

 

Due giorni sulla costa che passa per Francavilla al mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo, per parlare di mobilità dolce e di greenways d’Italia e d’Europa. Ma anche per conoscere e “assaggiare” il percorso della nuova via verde del Centro Italia.

 

“Sarà l’occasione per riflettere su una scommessa importante per il nostro Paese - dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente - un modello di sviluppo incentrato sul recupero e sul restauro e sulle qualità territoriali attraverso la creazione di una rete d’impresa che costruisca un marchio di territorio e un’economia solida e sostenibile. Il sistema infrastrutturale, la ricchezza di opere di archeologia industriale e gli scorci paesaggistici mozzafiato della costa dei trabocchi stanno infatti stimolando la nascita di nuove economie locali, che favoriscono il riuso delle infrastrutture storiche locali ma anche del patrimonio immobiliare da riconvertire, dando ragione ai numeri che ci dicono che per ogni euro investito in ciclabilità ritorni alla collettività dai 3 ai 4 euro in meno di tre anni”.

 

Sulla costa abruzzese, infatti, proprio a ridosso del mare, corre la linea ferroviaria che univa la Puglia al nord Italia. Oggi il treno non ci passa più; nel 2005 la linea è stata spostata su un tracciato più interno. Ma il tracciato, con le sue poderose costruzioni realizzate per difendere la strada ferrata dalla forza del mare, i caselli ferroviari e le gallerie, rimane ad affiancare il blu dell’adriatico e il suggestivo sistema dei trabocchi, le macchine da pesca in legno caratteristiche di quella costa.

Per valorizzare quella ferrovia abbandonata è nato il progetto della ciclovia dei trabocchi: la riconversione della linea nella prima greenway del centro Italia, un percorso di 42 chilometri dedicato alla mobilità dolce di ciclisti e camminatori e al turismo slow. Lungo il tracciato che passa per i nove comuni della costa, si possono ammirare tra i paesaggi più suggestivi dell’Abruzzo, come il tratto della Riserva Naturale Regionale Punta Aderci, e diverse testimonianze storiche, tra cui il Castello aragonese di Ortona o l’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia.

 

Il progetto - che costruisce una nuova, anche se sottile, innervatura territoriale che restituisce una parte significativa della fascia costiera a un uso più vicino alla natura e più lontano dalla congestione e dalla insicurezza del traffico - sarà al centro dell’incontro internazionale Greenway sulla costa dei trabocchi, esperienze europee a confronto, cui parteciperanno esperti di Spagna, Francia, Belgio e Irlanda per raccontare le esperienze dei rispettivi paesi e fare il punto insieme sulle economie della mobilità dolce e sulla riprogettazione del paesaggio in un’ottica di fruizione e di valorizzazione identitaria. Prevista inoltre una passeggiata in bicicletta di otto chilometri, da Punta Penna a Casalbordino, e una camminata di circa un chilometro fino al trabocco “Punta Tufano”, il tutto arricchito di assaggi di prodotti del territorio e della tradizione locale.

 

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Pubblicato il17 novembre 2017