Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, menzione speciale a a CO.MO.DO. per libro ferrovie dimenticate


Legambiente: “Riconoscimento importante al nostro lavoro. Crediamo fortemente nel recupero di questo patrimonio storico-infrastrutturale” 


“Gli antichi binari ferroviari abbandonati, se restaurati e valorizzati nel rispetto del paesaggio, possono essere un utile supporto al turismo sostenibile, alla mobilità dolce e alla creazione di nuove opportunità di lavoro legate al recupero e alla salvaguardia del territorio. Con i dovuti investimenti economici e tecnologici, molte di queste tratte potrebbero anche ritrovare la loro funzione originale: essere riattivate e svolgere un ottimo servizio a bassa emissione di CO2 in territori marginali, raggiungibili solo in automobile”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, sul volume Le ferrovie delle meraviglie: ieri, oggi, domani edito da Ediciclo e curato, in collaborazione con una rete di associazioni tra cui Legambiente, dalla Confederazione per la mobilità dolce (CO.MO.DO.) a cui è stata assegnata oggi una delle menzioni speciali del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

La manifestazione, organizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali con la partecipazione del Consiglio d’Europa, è finalizzata alla pubblicizzazione dei risultati della selezione italiana. Tra le  77 proposte pervenute, tutte attestanti azioni positive attuate dalle popolazioni locali in un’ottica di sviluppo sostenibile, la candidatura scelta dal nostro Paese per questa terza edizione del Premio è il progetto di Libera per la rinascita dell’Alto Belice corleonese dal recupero delle terre confiscate alla mafia. Sono stati consegnati inoltre questa mattina le menzioni speciali e i riconoscimenti per progetti di particolare interesse per la qualità delle azioni intraprese.

“La menzione speciale assegnata a questo libro sulle vecchie ferrovie è per noi di particolare importanza - prosegue Cogliati Dezza -. Legambiente ha contribuito alla realizzazione del volume curando diverse tratte di binari dimenticati in Molise, Sicilia, Sardegna e Lazio, perché da tempo sosteniamo una salvaguardia del paesaggio fondata sulla valorizzazione della memoria, delle tradizioni, dei luoghi e della loro bellezza. Siamo convinti che proprio sulla bellezza debbano fare leva le azioni di difesa del paesaggio e di rigenerazione urbana.

I 6.000 chilometri di linee ferroviarie dismesse che giacciono abbandonate lungo lo Stivale attraversano molto spesso zone incontaminate e ricche di tesori artistici. E’ bello pensare che - grazie a questo progetto e alle tante piccole realtà che si battono per la salvaguardia di un pezzo di binario in disuso o di una stazione abbandonata emerse e messe in rete con le Giornate nazionali delle ferrovie dimenticate - possa essere avviato un recupero di questo patrimonio storico-infrastrutturale e offerto a pedoni, ciclisti, escursionisti, anziani e disabili un percorso di mobilità dolce, al sicuro dal traffico motorizzato”.

 

 

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Pubblicato il12 luglio 2013