Roma capitale degli alieni


Numerosissimi animali e vegetali alloctoni segnalati in città A rischio biodiversità, mura storiche e sicurezza sanitaria    In occasione della giornata europea dei parchi, a Villa Pamphili con il Life Asap tra parrocchetti, anatre cinesi e testuggini della Florida  

Roma e la sua provincia sono una delle aree più “invase” dalle specie aliene animali e vegetali dell’intero territorio nazionale.

Le specie vegetali spontanee rilevate nell’area urbana di Roma sono ben 1649, tra le quali quelle che possono essere considerate specie aliene sono 243, pari al 14,7% delle specie totali.

Per quanto riguarda le specie animali, invece, non esiste un dato di sintesi relativo all’area urbana di Roma ma sappiamo che la provincia di Roma è quella con il maggior numero di specie di fauna aliena con 203 specie, pari al 87,5% delle 232 specie aliene rilevate in tutta la regione. Per l’area urbana di Roma è interessante far notare che sono oltre 100 le specie aliene occasionali, cioè di cui è stata segnalata la presenza a seguito del ritrovamento spesso di un singolo esemplare, probabilmente mantenuto in cattività e sfuggito o volontariamente rilasciato. Si tratta quasi esclusivamente di uccelli e rettili, molto comuni come animali d’affezione, tra cui si segnalano specie come pitone, serpente a sonagli, testuggine azzannatrice.

La diffusione di alieni invasivi è in forte crescita ovunque e se in Europa il numero di specie aliene negli ultimi trent’anni è cresciuto del 76%, in Italia è aumentato addirittura del 96%. Attualmente, nel nostro Paese le specie aliene sono più di 3000, di cui oltre il 15% invasive. Di conseguenza, la stima dei costi sociali ed economici di questo fenomeno supera i 12 miliardi di Euro ogni anno nella sola Unione Europea.

 

E numerosi animali e piante aliene invasive sono stati osservati e illustrati oggi a Roma, nel corso della passeggiata con gli esperti di Ispra, Legambiente e Regione Lazio, organizzata nell’ambito del progetto europeo Life Asap, nel parco romano di Villa Pamphili (dall’ingresso di Largo III giugno 1849, attraverso la Valle dei Daini, il Casino del Belvedere o Algardi con il suo Giardino Segreto, il Giardino del Teatro, la Cappella Doria Pamphilj, la Pineta Monumentale, il Lago Belvedere e il suo canale, fino alla Chiesa del Bel Respiro).

Un interessante percorso, durante il quale sono stati avvistati Parrocchetti Monaco e Parrocchetti dal collare, molteplici esempi di piante aliene anche non invasive, gli effetti dell’impatto del Punteruolo rosso sulle palme storiche e la diffusione dell’Ailanto. Nel laghetto Belvedere è stato possibile osservare numerose specie di fauna aliena, la sua interazione con l’ormai esigua fauna autoctona e gli effetti della distribuzione di cibo da parte dell’uomo. Interessante anche la passeggiata lungo il canale del Lago Belvedere, dove nuotano indisturbati esemplari di Persico sole e Carpa erbivora e si riproducono le tartarughe acquatiche.

 

“Occorre che tutti - privati cittadini, attività economiche e istituzioni – adottino comportamenti più responsabili e aiutino gli enti pubblici a identificare nuove specie aliene invasive e a intervenire quando necessario”, ha dichiarato Piero Genovesi, project manager del Life ASAP, responsabile Area conservazione e gestione della fauna di ISPRA.

 

“Villa Pamphili è un bellissimo parco urbano il cui aspetto è dovuto alle trasformazioni fatte dall’uomo – ha sottolineato Andrea Monaco, della Direzione ambiente e sistemi naturali della Regione Lazio - ma non dimentichiamo che è anche un lembo residuo di natura e biodiversità. Lo dimostra il fatto che è un’area protetta dalla normativa europea che la considera una “zona speciale di conservazione” per la presenza di due specie di rari insetti e della testuggine palustre europea. Queste specie sono oggi fortemente minacciate dalle tante specie aliene introdotte e continuamente alimentate dall’uomo”.

 

“La diffusione di specie aliene invasive e i cambiamenti climatici non sono necessariamente parte della stessa equazione – ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni -, ma certo, la presenza di specie esotiche originarie di luoghi lontani e spesso più caldi dovrebbe farci riflettere su quanto il clima sia effettivamente cambiato per permettere a pochi esemplari rilasciati, volontariamente o meno, in natura, di colonizzare il nostro Paese minacciandone l’enorme patrimonio di biodiversità”.

 

 

Elenco delle principali specie aliene presenti a Villa Pamphili

 

 

Specie

Origine

Animale

Mammifero

Nutria

Sud America

Animale

Mammifero

Ratto

Asia

Animale

Uccello

Anatra mandarina

Cina, Giappone e Russia

Animale

Uccello

Anatra sposa

Nord e Centro America

Animale

Uccello

Parrocchetto dal collare

Africa e Asia

Animale

Uccello

Pappagallo monaco

Sud America

Animale

Rettile

Testuggine americana guance rosse/gialle

Nord America

Animale

Rettile

Pseudemys concinna

Nord America

Animale

Rettile

Pseudemys nelsonii

Nord America

Animale

Rettile

Graptemys pseudogeographica/kohnii

Nord America

Animale

Rettile

Apalone spinifera

Nord e Centro America

Animale

Pesce

Persico sole

Nord America

Animale

Pesce

Carpa erbivora

Asia

Animale

Crostaceo

Gambero rosso della Louisiana

Nord America

Animale

Insetto

Punteruolo rosso

Asia meridionale

Vegetale

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Ailanto

Cina e Taiwan

Vegetale

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Robinia

Nord America

Vegetale

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Agave americana

Centro America

Vegetale

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Fitolacca americana

Nord America

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Alieni. La minaccia delle specie alloctone per la biodiversità del Lazio, a cura di A. Monaco, http://palombieditori.it/detail.php?book=1388&vetrina=venduti).

 

 

Gli uffici stampa:

Milena Dominici: 349.0597187 – 06.86268376 -  m [dot] dominici [at] legambiente [dot] it

Giuliana Bevilacqua: 06 50072394 - 349 4216007 - giuliana [dot] bevilacqua [at] isprambiente [dot] it

 

 

Immagini fotografiche e video: www.lifeasap.eu

 

 

Il progetto, cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE, è promosso da Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale in collaborazione con Legambiente, Federparchi, Regione Lazio, Università di Cagliari, Nemo S.r.l e Unicity S.r.l; altri soggetti cofinanziatori sono il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e quattro parchi nazionali: il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Parco Nazionale dell’Aspromonte, il Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Temi:
Pubblicato il24 maggio 2017