Sit-in davanti al Senato organizzato dalle 25 associazioni firmatarie dell’appello promosso da Legambiente e Libera


Ddl ecoreati: esame proseguirà la prossima settimana   Ieri grande partecipazione al sit-in davanti al Senato organizzato dalle 25 associazioni firmatarie dell’appello “In nome del popolo inquinato”, promosso da Legambiente e Libera   “Urgente approvare con le ultime modifiche il Ddl sui reati ambientati nel Codice Penale”

“È urgente che si approvi con le ultime modifiche il Ddl sugli ecoreati nel codice penale, ancora in discussione al Senato a quasi un anno dall'approvazione alla Camera. Il Paese e il popolo inquinato non posso più attendere ”. È quanto hanno chiesto le 25 associazioni firmatarie dell’appello “In nome del popolo inquinato” promosso da Legambiente e Libera che ieri hanno organizzato un sit-in davanti al Senato e al quale hanno partecipato anche diversi senatori e deputati. Tra i presenti in piazza: Ermete Realacci (Pd), Salvatore Micillo (m5s) e Serena Pellegrino (Sel), i tre deputati primi firmatari del Ddl ora in discussione al Senato, e Luigi Di Maio, vice presidente della Camera. Poi sono arrivati alla spicciolata tra gli altri: il senatore Pasquale Sollo, relatore Pd del provvedimento, le senatrici M5s Paola Nugnes e Vilma Moronese e di Sel Loredana De Petris, i senatori Pd Felice Casson e Stefano Vaccari. Hanno partecipato anche: Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, e Chiara Braga, responsabile ambiente del Pd.

 

Il messaggio e il pressing lanciato ieri dalle associazioni firmatarie dell’appello, a pochi passo dal Senato, ha sortito il suo effetto ed è stato un successo per la partecipazione in piazza e i risultati ottenuti sui lavori dell’Aula di Palazzo Madama. “Inizialmente il Ddl sui reati ambientali – spiegano Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente ed Enrico Fontana coordinatore nazionale di Libera - non doveva essere discusso per la via preferenziale data ai decreti Imu e Mille proroghe. Ma alle ore 17.30 c’è stato un cambio nell’ordine del giorno e si è ricominciato a discutere degli ecoreati. Nonostante l’ostracismo dei soliti noti, sono stati votati altri 60 emendamenti. Praticamente in tre sedute del Senato si è arrivati al voto di circa 90 emendamenti su un totale di 150. Resta ancora da cancellare l’emendamento caro a Confindustria che esclude la punibilità per chi, prima della dibattimento di primo grado, provvede alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi, dopo un caso di reato colposo. Si tratta di un vero e proprio salvacondotto per chi inquina e rappresenta un’incitazione a reiterare l’ecoreato. Se inquini e bonifichi anche mille volte non sei mai punibile, e questo è davvero inammissibile”.

 

La prossima settimana sarà quella decisiva: servirà fare le ultime modifiche e poi il provvedimento verrà licenziato dal Senato per passare all’altro ramo del Parlamento. “Speriamo davvero che il testo - aggiungono Ciafani e Fontana - esca da Palazzo Madama senza necessità di altre modifiche, in modo tale da garantire un ultimo voto puramente formale a Montecitorio. Se così sarà, finirà la pacchia per eco criminali ed ecomafiosi. E si aprirà la nuova era in cui chi inquina pagherà davvero. La politica abbia pertanto il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, perché il Ddl sugli ecoreati rappresenta una priorità in nome dell’ambiente, della salute dei cittadini e della parte sana dell’economia”.

 

 

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Pubblicato il25 febbraio 2015