La frana di Sarno venti anni dopo


Il 5 maggio del 1998 un immane disastro spazzò via i comuni campani di Sarno, Siano, Quindici, Bracigliano e San Felice a Cancello. Cosa è cambiato da allora?  

Quattordici ore di inferno che resteranno per sempre impresse nella memoria del nostro Paese. Sono trascorsi venti anni dal 5 maggio del 1998, quando un immane disastro spazzò via i comuni campani di Sarno, Siano, Quindici, Bracigliano e San Felice a Cancello, causando la morte di 160 persone – di cui 137 nella sola cittadina sarnese – provocando la distruzione di 180 case e danneggiandone più di 400, con migliaia di sfollati e ferite tutt’oggi aperte. Le quattordici ore di Sarno hanno segnato un solco indelebile non soltanto su quei versanti, ma anche nel modo in cui l’Italia tutta – da nord a sud, dalle istituzioni ai cittadini – ha dovuto prendere coscienza della fragilità e vulnerabilità del proprio territorio; di quanto davanti a certi eventi, seppur estremi e non sempre prevedibili in termini di dimensioni e localizzazione, la mano dell’uomo ha avuto e continua ad avere le sue responsabilità.

 

Cosa è cambiato da allora? Per rispondere a questa domanda Legambiente il dossier “Fango – il modello Sarno vent’anni dopo”. Un approfondimento per analizzare le cause di quella tragedia, le conseguenze e gli sviluppi giuridici, ma soprattutto per capire cosa è successo in questo lungo lasso di tempo; quali sono state le soluzioni messe in campo per fronteggiare il rischio - non solo nelle aree interessate ma più in generale nell’intero Paese - e se le cause che hanno contribuito all’amplificazione della tragedia sono state estirpate o meno. Approfondisci

 

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Pubblicato il04 maggio 2018