Micromobilità elettrica, la libertà di muoversi in città


Il modo di spostarsi in città si sta evolvendo. Serve una normativa adeguata ai cambiamenti in atto in grado di tutelare la sicurezza dei cittadini

La mobilità urbana sta cambiendo volto. Il numero delle persone che si muovono in bici è in continuo aumento così come l'offerta dei mezzi in condivisione (sharing mobility). A questo quadro si aggiunge la mobilità elettrica di piccola taglia. Ossia i piccoli mezzi dedicatai al trasporto di una persona. Monopattini, monoruota, segway, skate, hoverboard, leggeri e facilemente trasportabili (in treno, in metro, in auto) ricaricabili a casa o in ufficio, stanno risquotendo un successo crescente per i piccoli spostamenti urbani. Non inquinano e permettono di percorrere dai 3 ai 5 km rapidamente baipassando lo stress da traffico e la ricerca, spesso vana, di un parcheggio.  
La microbolità elettrica di piccola taglia è un settore giovane e in continua evoluzione a cui guardare con attenzione. Il loro utilizzo più diffuso potrebbe decongestionare non poco il traffico, alleggerendo così anche il carico di emissioni inquinanti. Come tutte le novità (non sono previsti dal codice della strada) incontrano difficoltà e resistenze nella circolazione. E' necessario quindi rimettere mano alla normativa, bloccare la vendita dei veicoli non sicuri e prevedere la libera circolazione degli altri, in sicurezza.

Al tema della micromobilità elettrica Legambiente a dedicato un dossier presentato nell'ambito del Forum QualeMobilità, il 29 maggio a Milano: 

 

Vie libere alla micromobilità elettrica  

La libertà di muoversi in città

 

 

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Pubblicato il31 maggio 2017