Al via "ABBASSO il riscaldamento locale"


In occasione della COP24  Legambiente Emilia Romagna lancia una campagna finalizzata al contenimento dei consumi dovuti al riscaldamento (spesso esagerato) dei negozi, luoghi pubblici, abitazioni, come azione necessaria a contrastare il fenomeno dei Cambiamenti Climatici partendo dalle buone azioni sul territorio. 

Lo scorso 2 dicembre a Katowice in Polonia, sono cominciati i lavori per la 24esima Conferenza delle Parti che hanno sottoscritto la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti del Clima (circa 200 paesi); lavori che continueranno fino a venerdì 14 dicembre e daranno, ci auguriamo, continuità agli impegni presi durante la COP21 di Parigi.

Mentre i tavoli della politica mondiale trattano al ribasso in nome dello Sviluppo Economico dei singoli stati, l’allarme lanciato dall’IPCC all’interno dello “Special Report 15” (SR15) è chiaro: se non si mantiene l’innalzamento della temperatura media globale entro i 2°C  (ancor meglio entro 1,5°C), limite che rischiamo di superare già nel 2030, le conseguenze per la popolazione mondiale saranno inevitabili:  vedremo un aumento esponenziale dei fenomeni meteorologici estremi, che uniti all’innalzamento del livello medio dei mari (si parla dai 20 ai 77 cm entro fine secolo e fino a 1 metro per gli scenari più gravi) avranno importanti ripercussioni in primis sulle zone costiere e le isole. I danni economici per le Comunità saranno incalcolabili ed i fenomeni migratori ancor più inevitabili.

“Servono decisioni rapide e drastiche, per le quali non è più consentito derogare – sottolinea Legambiente – cambiamenti nei modelli economici e negli stili di vita che devono partire anche dai territori, compresa l’Emilia-Romagna dove gli effetti del cambio del clima hanno già cominciato a manifestarsi e la cui zona costiera è fortemente a rischio. Il 2017 è stato, per la nostra regione, l’anno più caldo e più siccitoso dal 1961. Un dato che mostra chiaramente come gli effetti del global warming siano ormai evidentissimi anche livello locale, e non solo confinati allo scioglimento dei ghiacciai ai poli”.

Per questi motivi, Legambiente  lancia la campagna “Abbasso il riscaldamento locale”, che vuole alzare l’attenzione sul corretto utilizzo dei riscaldamenti all’interno di negozi, luoghi pubblici e abitazioni, limitando ogni forma di spreco energetico, premiando i negozianti più virtuosi e dando visibilità alla buone pratiche dei cittadini.

 “Mantenere la temperatura interna degli edifici entro i 21 °C (19°C in caso di misure emergenziali del Piano Aria regionale) contribuisce – sottolinea Legambiente – a risparmiare e migliorare il benessere microclimatico dei locali, a ridurre notevolmente le emissioni di gas serra e quindi contenere l’aumento di temperatura del pianeta, ma anche a ridurre i livelli delle PM10 costantemente sopra i limiti nei capoluoghi del bacino padano”.

Per lanciare la campagna, che durerà fino a marzo 2019, sabato 8 dicembre i volontari di Legambiente sono stati impegnati a Bologna nel monitoraggio delle temperature e dell’effettiva chiusura delle porte nei negozi  delle vie dello shopping sensibilizzando gli stessi commercianti e cittadini.

Su un solo lato di via Indipendenza sono segnalati oltre 20 negozi con le porte aperte o addirittura senza porte perché il negozio è stato concepito fin dall’inizio con solo una saracinesca, situazione che riguarda particolarmente le grandi catene. Di contro, sono 15 i negozi con le porte correttamente chiuse che presentavano temperature inferiori o uguali a 21°C tranne in un solo caso (22°). Legambiente ricorda però che il limite per sabato 8 dicembre, essendo scattate le misure emergenziali antismog, sarebbe dovuto essere di 19°C. I 15 negozianti si sono dimostrati comunque sensibili ai temi ambientali, aderendo volentieri alla campagna e impegnandosi a mantenere monitorata la temperatura.

“Continueremo i monitoraggi anche per i prossimi mesi, nel tentativo di sensibilizzare e migliorare l’attenzione dei negozianti e cittadini nella gestione del microclima dei loro ambienti, quindi dell’ambiente urbano” – conclude Legambiente.

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Pubblicato il11 dicembre 2018