Flora


Parzialmente sovrapponibile al termine ‘vegetazione', la flora (dal latino flos, ‘fiorÈ) indica l’insieme e la varietà dei vegetali presenti in una regione, dai benthos e plancton marini fino alle foreste pluviali. I principali raggruppamenti di specie vegetali, e gli animali che ne dipendono per l’alimentazione, vengono suddivisi sulla base delle fasce climatiche: sono i biomi. Della distribuzione delle piante sul Pianeta e dei fattori che la influenzano si occupa la fitogeografia.

   La fisionomia di un ambiente naturale è frutto di una lenta e progressiva evoluzione di animali e piante, che nel tempo evolvono, e si sostituiscono gli uni agli altri e, con le loro funzioni, contribuiscono a trasformare l’ambiente stesso. I primi vegetali ad occupare un territorio vengono definiti ‘specie pionierÈ: si caratterizzano per la capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Con le loro radici disgregano ed alterano la roccia, con la sostanza organica prodotta  dalla fotosintesi depositano l’humus, che permette la vita ad animali del terreno (acari, collemboli, artropodi). Questa prima generazione di fauna e flora viene successivamente rimpiazzata da una seconda, formata da specie più evolute ed esigenti, che a loro volta interagiscono con l’ambiente e lo modificano. Attraverso cicli di evoluzioni successive, si giunge ad uno stadio finale nel quale flora e fauna raggiungono una loro stabilità: è lo stadio di climax, che tende a restare stabile nel tempo. Fino a quando nuove variazioni climatiche o forti alterazioni del suolo muteranno questo equilibrio: il climax scompare e inizia una nuova successione di fasi. Mentre in passato questi cicli erano legati solo a processi naturali, oggi uno dei maggiori responsabili dei cambiamenti dell’ambiente è l’uomo.

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Pubblicato il09 maggio 2010