Trasporto su ferro


Il trasporto ferroviario è una delle modalità di spostamenti più efficienti, meno inquinanti, più sicure e col minore impatto sul territorio. Non è invece la modalità più diffusa, e resta largamente minoritario rispetto ad altre più inquinanti, energivore e pericolose, come il trasporto su gomma.

Il settore dei trasporti è l’attività che maggiormente incide sul bilancio energetico nazionale: i sui consumi ammontano a un terzo circa del totale. Di questi, alle ferrovie è imputabile, insieme alle vie d’acqua, meno del 2%, contro il 90% del trasporto stradale. Le emissioni inquinanti in atmosfera dei vari settori riflettono l’andamento dei loro consumi: il treno, dunque, è una delle forme più sostenibili. Nell’ultimo ventennio in Europa, tuttavia, l’estensione della rete autostradale è aumentata di più dell’8%, mentre per quella ferroviaria l’aumento non ha raggiunto nemmeno il 4%. Nonostante la maggiore efficienza: a parità di tempo, una linea ferroviaria a doppio binario porta un numero di passeggeri o di tonnellate di merci maggiore di una strada a quattro corsie. Anche un altro fronte, dove importante è stata la crescita di domanda di trasporto, quello urbano o metropolitano, vede il treno in posizione ancellare: in Italia, degli oltre 13 milioni di pendolari, solo uno su 7 si muove in treno.

Una delle ragioni di questo squilibrio modale, è che la ferrovia si trova a dover contrastare la concorrenza a tutti gli effetti sleale del trasporto su gomma, che mantiene la sua competitività solo perché non paga i costi ambientali (smog, gas serra, traffico) e sociali (incidenti stradali, malattie) di cui è responsabile. E perché resta una delle industrie che riceve il maggior sostegno pubblico sotto forma di incentivi vari.

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Pubblicato il18 maggio 2010